L’Aquila. Per i medici di famiglia e gli odontoiatri è “impossibile” approvvigionarsi di mascherine e altri dispositivi di protezione perchè questi sono “irreperibili sul mercato abituale” per le ordinanze che centralizzano acquisizioni ed acquisti alla Protezione civile. Lo affermano il segretario della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti, e il presidente dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, Carlo Ghirlanda, che avvertono come ciò posso mettere a rischio la ripresa delle attività. I presidenti lanciano quindi un forte appello ai commissari Arcuri e Borrelli e al ministro della Salute Roberto Speranza.
“Nell’ottica di una possibile progressiva riduzione delle misure di distanziamento e del lockdown, dal 3 maggio, tale impossibilità potrebbe comportare il rallentamento o addirittura l’interruzione forzosa di tutte le attività mediche e odontoiatriche”, avvertono, “di cura e di prevenzione svolte dai medici e dagli odontoiatri, non comprese nei Livelli essenziali di assistenza garantiti, con grave danno per tutti i pazienti”.
I due presidenti sottolineano l’attuale stato di impossibilità per medici di famiglia e odontoiatri a reperire dispositivi di protezione individuale DPI sul mercato abituale, a causa delle misure disposte con le ordinanza n.639 del 25 febbraio 2020 e n.641 del 28 febbraio 2020. “Tale impossibilità”, affermano, “potrebbe comportare il rallentamento o addirittura l’interruzione forzosa di tutte le attività mediche e odontoiatriche non comprese nei Livelli essenziali di assistenza, con conseguente grave danno per tutti i pazienti, anche in considerazione del rischio medico legale e di contenzioso conseguente un mancato rispetto delle direttive sull’uso dei Dispositivi di protezione individuale nelle procedure sanitarie”.
“Non possiamo consentire che altri professionisti sanitari”, sottolineano, “possano correre il rischio di ammalarsi di Covid19 allungando in questo modo l’elenco dei colleghi deceduti perché sprovvisti di dpi adeguati, né di esporre al medesimo rischio il nostro personale, i nostri familiari o i nostri pazienti”.
La richiesta è dunque quella di una deroga alle misure previste nelle ordinanze, affinché siano rese disponibili significative quantità di Dispositivi di protezione individuale anche per l’uso dei medici di famiglia convenzionati e degli odontoiatri o, in alternativa, che vengano autorizzate le strutture produttive e distributive del comparto a fornire dispositivi a prezzi imposti, vicini a quelli abitualmente praticati nel periodo pre Covid19, per impedire inaccettabili speculazioni. Il segretario Fimmg e il presidente Andi chiedono infine che soggetti con requisiti di rappresentatività e statuto sociale, tali da rappresentare tali categorie, “rientrino tra quelli che possano svolgere funzione di centrale d’acquisto non soggette agli attuali vincoli perché già verificate ex ante”.


