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Coronavirus, dopo 2 mesi le terapie intensive in Abruzzo sotto la soglia d’allarme

Al momento è occupato il 27,4% dei posti letto disponibili

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Pescara. Dopo circa due mesi, il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva in Abruzzo torna al di sotto della soglia di allarme: al momento è occupato il 27,44% dei 215 posti disponibili. In rianimazione, infatti, sono ricoverate 59 persone, cioè cinque in meno rispetto a ieri al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi accessi. Il dato relativo all’area non critica, oggi al 37%, è già da diversi giorni al di sotto del valore limite, fissato al 40%. In area medica sono ricoverate 553 persone, 16 meno di ieri.

Gli altri 9.649 attualmente positivi sono in isolamento domiciliare (-128). E’ dalla metà di febbraio, quando i numeri stavano aumentando in modo repentino tra le province di Pescara e Chieti e, in particolare, nell’area metropolitana, che il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva in Abruzzo aveva superato la soglia di allarme.

Il record è stato raggiunto lo scorso 13 marzo, quando in rianimazione erano ricoverate 94 persone e il 44% dei posti era occupato. Mai, neppure nella seconda ondata, si era arrivati a dati così elevati. Nell’ultima settimana i ricoveri in terapia intensiva sono scesi in modo significativo, passando dai 72 di sette giorni fa ai 59 odierni.

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