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Coronavirus, dimessi i due pazienti cinesi ricoverati all’ospedale di Teramo

A Pescara nuovo summit tra tecnici e medici per fare il punto su misure da adottare

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Teramo. Sono stati dimessi nel pomeriggio i due pazienti, di nazionalità cinese, ricoverati venerdì scorso all’ospedale di Teramo. Come prescrive il protocollo, sono stati posti in via precauzionale in isolamento fiduciario domiciliare, che viene concesso “per affezioni aero-diffusive di non spiccata gravità”, monitorati dal servizio di Igiene pubblica della Asl provinciale. Per i due la direzione sanitaria dell’azienda non ha ritenuto di dover inviare i prelievi allo Spallanzani per il test Coronavirus, come accaduto per il bimbo cinese di tre anni ricoverato con febbre alta e influenza all’Aquila per il quale gli esami sono stati negativi.

I dirigenti medici non hanno ritenuto che ricorressero gli elementi clinico- epidemiologici per qualificare i due come casi sospetti. Quindi la scelta – si apprende da fonti sanitarie – di porli in isolamento a casa ha il significato di prevenzione e di cautela non essendo rischi di affezione e contagio da Coronavirus”.

Intanto nuova riunione operativa a Pescara, per fare il punto sulle misure da adottare in caso dovessero registrarsi casi sospetti o conclamati di Coronavirus.  Il dirigente del Servizio Prevenzione e Tutela sanitaria della Regione, Stefania Melena, ha convocato i direttori delle unità operative di malattie infettive delle Asl, il direttore della unità operativa di microbiologia e virologia del presidio ospedaliero di Pescara (laboratorio di riferimento regionale), i direttori sanitari delle Asl, i direttori dei servizi di igiene e sanità pubblica, i responsabili della sorveglianza sanitaria.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla gestione dei casi sospetti presi in carico nei giorni scorsi dalle Asl di Teramo e dell’Aquila, per verificare l’aderenza alle modalità stabilite nei protocolli e per analizzare le eventuali problematiche riscontrate.

Si è poi proceduto alla definizione delle modalità di raccolta e spedizione dei campioni biologici per la ricerca del Coronavirus, che non appena saranno disponibili i kit per la diagnosi, che seguono i normali canali di approvvigionamento, come gli altri dispositivi sanitari, potranno essere analizzati all’ospedale di Pescara. Si è parlato inoltre dell’utilizzo dei Dpi, i dispositivi di protezione individuale, già disponibili nelle unità di malattie infettive. Infine sono state esaminate le circolari del ministero della Salute del primo febbraio, relative alla gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina e quella emanata oggi, con la quale sono state fornite indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico.

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