Pescara. Giorni di fuoco (e non da poco) per il partito di Matteo Salvini che oggi chiude il congresso-manovra con cui rilanciare la supremazia su quel che era il movimento di Umberto Bossi. E Salvini lo fa con la coscienza di un voto “bulgaro” ─ come spesso è accaduto nella Lega durante i suoi appuntamenti decisivi ─ del 76% dei consensi fra i delegati, più di 450 voti.
A Garavaglia solo il 24%, 146 su 611 delegati per la precisione. Lo sfidante emerso nel corso dei profondi ma taciuti dissidi del settore più integralista del leghismo, quello della “prima ora” e dell’asse dei governatori (Zaia per il Veneto, Fontana per la Lombardia e Fedriga per Friuli ne sono gli esponenti di spicco), non ha saputo raccogliere il malcontento per i profondi cambiamenti occorsi sotto la reggenza del “capitano”, che oggi col colpo di spugna trasforma ancora il suo partito con una nuova ridenominazione: Lega Italia Federale. Scompare quindi il riferimento a “Salvini Premier”.
«A Matteo Salvini», dichiara Vincenzo D’Incecco, delegato a congresso per la seconda volta e capogruppo in regione del partito, «le più sentite congratulazioni dall’intera comunità della Lega Abruzzo. Una riconferma che premia il lavoro svolto in questi anni e testimonia la fiducia del partito nel suo leader, riconoscendone la visione, il coraggio e la determinazione nell’aver trasformato la Lega in un partito nazionale e nell’averne rafforzato il ruolo nel dibattito politico italiano ed europeo».
«Ora ripartiamo tutti insieme più forti di prima e con un nuovo simbolo» rilancia il politico riferendosi al cambio di logo, «in vista dei prossimi importanti appuntamenti elettorali. A proposito di appuntamenti elettorali, nel corso del suo intervento, Salvini ha tenuto a salutare Mario Colantonio, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive».
È infatti la partita di Chieti ─ com’era stato in Calabria ancora prima ─ a smuovere l’interesse del segretario leghista: «saremo tutti con te a fare campagna elettorale contro la sinistra. In bocca al lupo».



