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Concorso Banca d’Italia, ricorso collettivo degli avvocati abruzzesi Colasante e De Pascale contro il requisito di voto minimo

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Pescara. Nuova azione collettiva degli avvocati abruzzesi Paolo Colasante e Enrico De Pascale per l’impugnazione del Bando di Concorso indetto da Banca d’ Italia per l’assunzione di 76 Esperti. Dopo il successo del primo ricorso collettivo per accedere al concorso INPS i due avvocati propongono un nuovo ricorso collettivo al fine di eliminare la disparità del voto minimo di laurea come requisito di accesso, ritenendo illegittimo il requisito del voto minimo di laurea pari ad almeno 105/11.

“Questa previsione compromette ingiustamente le aspettative di quanti attendevano da molto tempo questo concorso, perché richiede irragionevolmente un voto di laurea molto elevato, andando a ledere il c.d. favor partecipationis, senza che sussista alcun motivo per darne un siffatto rilievo ai fini delle posizioni a concorso. Per di più, tale requisito si pone in netto contrasto con quanto stabilito dalla Legge n. 124 del 2015 che, all’art. 17, comma 1, lett. d) prevede la d) soppressione del requisito del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi per l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni. Inoltre, negli ultimi anni, il T.A.R. Lazio ha più volte censurato precedenti Bandi di Concorso, indetti proprio da Banca d’ Italia, recanti la medesima previsione. La giurisprudenza amministrativa, infatti, si è sempre orientata nell’affermare che il possesso del titolo di laurea è, di per sé, requisito sufficienteai fini della partecipazione ad un concorso, indipendentemente dal voto finale riportato. Pertanto, il ricorso collettivo che promuoveremo mirerà ad annullare il Bando nella parte in cui prevede irragionevolmente un requisito eccessivamente selettivo, soprattutto se messo a confronto con la posizione a concorso”.

Ecco come fare per accedere al ricorso collettivo: https://concorsobancaditalia.webnode.it/

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