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Commozione ai funerali delle vittime del sisma, Monsignor D’Ercole: ‘Dio: e adesso che si fà?’

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­ lutto (1)Grande commozione nella palestra di Ascoli Piceno dove si sono appena conclusi i funerali delle vittime marchigiane del sisma. I familiari sono seduti accanto alle bare dei loro cari, piangono, e qualcuno accusa un lieve mancamento, subito soccorso dai volontari. Commuove anche l’immagine di un cane che siede composto accanto alla bara del suo padrone. Alle esequie celebrate dal vescovo monsignor Giovanni D’Ercole sono presenti tra le autorità il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Matteo Renzi, i Presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso. Numerose le autorità anche regionali e locali presenti tra cui il governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.
“Questa notte ho rivolto questa domanda a Dio: e adesso che si fa’? Queste persone che hanno perso tutto, strappati dalla loro famiglia, che cosa faranno? Il terremoto ha accomunato paesi fratelli, da Pescara del Tronto ad Amatrice”. “Le nostre origini sono contadine. In natura arare è come un terremoto per la terra: si spacca, è ferita, ne esce frantumata in zolle. L’aratro ferisce ma è lo strumento ­primo per la nuova seminagione: si ara per preparare la terra a un nuovo raccolto. I sismologi tentano di prevedere il terremoto, ma solo la fede ci aiuta come superarlo”. Così il vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole. “La fede ­ ha aggiunto ­ la nostra difficile fede, ci indica come riprendere il cammino: con i piedi per terra e lo sguardo al cielo”. ­ “La solidarietà e la responsabilità ci fanno tenere i piedi ben saldi per terra in un abbraccio che ci consente di affrontare insieme le difficoltà e costruire un mondo migliore. Gli occhi però devono guardare in alto ‘Guardare al cielo, pregare, e poi avanti con coraggio e lavorare’ come diceva don Orione”. “La solidarietà oggi ­ ha aggiunto è rappresentata in maniera solenne dalla presenza del Presidente della Repubblica, al quale rivolgo il mio deferente saluto, dalle più alte cariche dello Stato e dalle tante autorità, dalle molte associazioni di volontariato, e dai tanti amici qui convenuti a mostrare la concreta vicinanza di tanta gente da ogni parte d’Italia e del mondo, la solidarietà soprattutto del Papa, dei vescovi della nostra regione e delle Chiese di tutta Italia come pure del mondo. Grazie a tutti di cuore”. “Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza, ma non perdete coraggio. Insieme ricostruiremo le nostre case e chiese; insieme soprattutto ridaremo vita alle nostre comunità, a partire proprio dalle nostre tradizioni e dalle macerie della morte. Insieme!”. “Abbiamo pianto e sofferto insieme ma ora è il momento della speranza” ha aggiunto nell’omelia. “Sui social ­ ha detto più oltre ­ molti mi dicono: non ci ripetere le solite cose che dite voi preti. E’ giusto che lo diciate. Ma se guardate oltre le lacrime scorgerete qualcosa di più profondo. Il terremoto con la sua violenza può togliere tutto eccetto il coraggio della fede. Queste cose che oggi ripetiamo sono una scialuppa quando ci si trova in un mare in tempesta”. Il Vescovo e il Presidente Mattarella si sono fermati a lungo ad abbracciare e confortare i familiari della vittime.

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