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Commissione d’indagine sulla vicenda Bussi, varata la legge regionale per l’istituzione. Sospiri: gli abruzzesi attendono di conoscere la verità

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L’Aquila. “La Commissione regionale d’indagine istituita sul ‘caso’ Bussi avrà tre obiettivi da raggiungere entro sei mesi: fare piena luce su quella che è stata una vergogna per la nostra Regione, sollecitare e ottenere l’immediato riavvio delle procedure di bonifica e, contestualmente, perseguire la reindustrializzazione del sito. È un dovere nei confronti delle migliaia di abruzzesi che ancora oggi, a distanza di dodici anni, attendono di conoscere tutta la verità su quella che, in qualche modo, è stata e continua a essere la nostra ‘terra dei fuochi’”. È il commento del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri dopo l’approvazione della legge per l’istituzione della Commissione regionale d’indagine sulla vicenda Bussi.

“Tutti ricordiamo in modo nitido un ‘caso’ di portata enorme, la scoperta di quella che è stata definita la ‘discarica più grande d’Europa’, dentro le nostre case, con migliaia di persone che all’improvviso hanno scoperto di vivere su una bomba a orologeria – ha ricordato il Presidente Sospiri -. E ricordiamo le mezze verità emerse giorno dopo giorno, con enormi difficoltà anche per le forze investigative, che hanno faticato a ricostruire una storia cominciata nel secolo scorso. Su Bussi, purtroppo, ancora molto c’è da sapere ed è giusto che la Regione Abruzzo si faccia in qualche modo carico di rimettere insieme, come in un puzzle, i pezzi, o almeno una parte, di quelle carte che avremo modo di leggere, senza sostituirci agli Organi inquirenti, ma lavorando su ciò che è di nostra competenza, amministrativa e politica. Di sicuro la Commissione dovrà lavorare per accendere nuovamente i riflettori su quella vicenda che rischia di essere una delle tante ‘insolute’ d’Italia, e questo non lo possiamo permettere per rispetto nei confronti di cittadini che temono per la propria salute. E, poiché Bussi non appartiene solo al passato, ma purtroppo anche al nostro presente, dovremo garantire da un lato l’impegno per riavviare la bonifica del sito, dall’altro per cominciare a parlare e a progettare la sua reindustrializzazione”.

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