PESCARA . «Questa mattina abbiamo depositato in Consiglio regionale una risoluzione per attivare contributi straordinari immediati ai Comuni colpiti dall’infestazione di Toumeyella parvicornis, la cosiddetta cocciniglia del pino, e costruire una regia regionale stabile, con acquisti centralizzati e procedure più rapide». Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, prima firmataria insieme al consigliere Francesco Taglieri della risoluzione urgente trasmessa oggi alla II Commissione consiliare.
Per la consigliera Alessandrini, «la diffusione della cocciniglia tartaruga del pino non è più un problema che può essere affrontato Comune per Comune. Siamo di fronte a un’emergenza fitosanitaria che riguarda un patrimonio ambientale, paesaggistico e identitario dell’intero Abruzzo e che richiede una risposta regionale coordinata, rapida e concreta».
«Secondo l’ultimo aggiornamento regionale richiamato nell’atto», continua la consigliera, «le aree delimitate interessano già 18 Comuni abruzzesi, tra i quali Pescara e Pineto, mentre sono ancora in corso ulteriori campionamenti. Il fenomeno assume particolare gravità lungo la fascia costiera, dove pini e pinete rappresentano una componente essenziale del paesaggio, ma anche un presidio ambientale fondamentale per l’ombreggiamento, la mitigazione delle temperature, la qualità dell’aria e la biodiversità».
«Non possiamo chiedere a ogni sindaco di affrontare da solo un fenomeno che non conosce confini amministrativi – spiega Alessandrini – Alcuni Comuni stanno già anticipando risorse proprie per monitoraggi e trattamenti, ma procedere in ordine sparso significa spendere di più, allungare i tempi e rischiare di rendere meno efficaci gli interventi. La Regione deve assumersi la responsabilità di mettere insieme risorse, competenze tecniche e capacità amministrativa».
La risoluzione propone per questo una strategia articolata su due livelli.
Il primo è quello dell’emergenza: entro quindici giorni dall’approvazione dell’atto si chiede alla Regione di pubblicare un avviso straordinario con criteri semplici e oggettivi, utilizzando prioritariamente i dati di monitoraggio già raccolti dai Comuni. Per consentire l’avvio immediato degli interventi viene inoltre prevista l’erogazione di un anticipo non inferiore al 50% del contributo assegnato, evitando che gli enti locali siano costretti ad anticipare integralmente le somme necessarie.
«Quando un albero è ancora recuperabile – sottolinea Alessandrini – il tempo fa la differenza. Per questo abbiamo costruito una proposta che non aggiunga altri passaggi burocratici, ma utilizzi i monitoraggi già effettuati, renda disponibili subito le risorse e consenta, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge, di utilizzare le procedure accelerate previste per le situazioni di estrema urgenza. Dobbiamo curare oggi ciò che domani potremmo essere costretti ad abbattere».
La risoluzione chiede infatti di rendere immediatamente disponibili risorse del bilancio regionale e di utilizzare anche economie, fondi statali ed europei compatibili, prevedendo inoltre che una quota delle eventuali maggiori entrate accertate dalla Regione possa essere destinata alla continuità dei trattamenti, dei monitoraggi e della manutenzione delle alberature.
Parallelamente all’emergenza, l’atto costruisce una risposta strutturale: un coordinamento regionale permanente e, superata la fase più critica, una procedura unica attraverso AREACom, la centrale di committenza regionale, per acquistare prodotti, materiali, attrezzature e servizi specialistici necessari alla prevenzione e ai trattamenti. L’obiettivo è evitare decine di gare separate, ottenere economie di scala, ridurre i costi unitari e garantire standard tecnici uniformi su tutto il territorio.
«La nostra proposta indica risorse, tempi e strumenti. Ora serve agire. Ogni settimana persa può significare più alberi compromessi, più abbattimenti e costi maggiori in futuro. Per questo, ci aspettiamo che la nostra risoluzione venga discussa e approvata quanto prima.
Vogliamo dare ai Comuni gli strumenti per intervenire subito e costruire contemporaneamente un sistema regionale capace di prevenire, coordinare e proteggere nel tempo un patrimonio che è di tutti gli abruzzesi», conclude Alessandrini.



