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Cittadinanza facile, indagato sindaco dell’isernino: coinvolti anche ex amministratori abruzzesi

Arrivavano in Italia come turisti e dopo pochi mesi tornavano a casa da cittadini italiani

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L’Aquila. Arrivavano in Italia come turisti e dopo pochi mesi tornavano a casa da cittadini italiani: tutto questo avveniva tra l’Abruzzo e il Molise a beneficio di un numero imprecisato di persone provenienti dal Brasile. Per questa vicenda sono finite sotto inchiesta 17 persone tra le quali figurano il sindaco del Comune di Castel Del Giudice, Lino Nicola Del Giudice, un funzionario dello stesso Comune, e altre tre persone residenti a Pratola Peligna, due delle quali ex amministratori comunali nella giunta di allora a guida Pd. Gli indagati sono accusati a vario titolo di corruzione in atti d’ufficio e falso ideologico con le circostanze aggravanti. L’inchiesta di cui è titolare la Procura della Repubblica di Isernia, è un filone di un’inchiesta più ampia aperta dalla Procura della Repubblica di Firenze.

Secondo le ipotesi di reato formulate dai magistrati inquirenti, gli indagati in accordo tra loro, avrebbero messo su una organizzazione tramite la quale i richiedenti provenienti dal Brasile offrivano denaro e altre utilità agli amministratori pubblici al fine di far compiere loro atti ai contrari ai doveri d’ufficio e, nel caso specifico, rilasciare la cittadinanza per diritto di sangue (Iure Sanguinis), pur in mancanza della documentazione prevista dalla legge. Ogni straniero avrebbe versato una quota di 300 euro e varie regalie agli amministratori pubblici quali cesti natalizi e casse di vino, mentre gli intermediari ottenevano circa tremila euro.

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