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Cisl lancia l’allarme: a rischio chiusura il reparto di terapia intensiva neonatale del San Salvatore

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Newborn is crying

L’Aquila. “Il reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila è a rischio chiusura. Anzi se non verranno risolti subito i numerosi problemi, soprattutto legati alla carenza di personale, il destino è già segnato”. È il grido d’allarme lanciato dal responsabile Cisl dell’ Aquila, Gianfranco Giorgi. Con un organico dimezzato e turni raddoppiati, medici e infermieri del reparto si trovano a dover fronteggiare l’ennesima crisi nel settore della sanità pubblica e, intanto, quello che viene considerato uno tra i più delicati reparti d’eccellenza a livello regionale è in serio pericolo. Secondo Giorgi, si tratta di difficoltà ben note alla Asl provinciale numero 1 e al suo direttore generale, Rinaldo Tordera. “Parliamo di un reparto dove i ricoveri sono sempre molto alti”, sottolinea, elencando che, al momento, ci sono solo 4 medici in totale; 21 infermieri, di cui 3 che non possono sostenere turni, e 14 posti letto, che spesso non sono sufficienti. “È un reparto di eccellenza che ospita bambini da ogni parte della regione e, a volte, anche da fuori – prosegue – Ci sarebbe bisogno almeno di 8 medici, tanto che un medico di quel reparto, in prepensionamento, è stato richiamato per fare dei turni, perché altrimenti non si riusciva a coprire tutte le esigenze dei pazienti”. Gli operatori sanitari si trovano, così, a dover lavorare giorno e notte, spesso vengono chiamati in altri reparti, per esempio in sala parto, perché “anche lì la situazione non è delle migliori.

E poi non dimentichiamo che l’utenza in questione non è un’utenza qualsiasi – continua il sindacalista – ci sono bambini nati prematuri o con gravi patologie, sono bambini piccolissimi che richiedono sensibilità, cura del dettaglio, lucidità estrema e una grande manualità dei medici, che non possono permettersi di essere stanchi a causa dei turni”. I bimbi nati con asfissia negli ospedali privi dell’ipotermia, infatti, devono essere trasferiti e trattati, entro le 6 ore successive alla nascita, in ospedali attrezzati, come appunto il San Salvatore aquilano, il cui reparto specializzato in terapia intensiva neonatale è stato considerato per anni un punto di riferimento per l’intero territorio abruzzese. “Se non si trova una soluzione il reparto dovrà chiudere – tuona il responsabile Cisl – è un processo che va fermato subito, prima che sia troppo tardi, la Asl dovrà provvedere, con decisione e con una soluzione che sia duratura,
non si può continuare a stare sul filo del rasoio in un settore importante e delicato come la sanità e per un reparto come terapia intensiva neonatale”.

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