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Cialente rischia il processo per induzione indebita, archiviato un filone delle indagini

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L’Aquila. massimo cialenteLa Procura della Repubblica di L’Aquila, dopo mesi di lavoro, ha chiuso le indagini su una inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. In particolare, si tratta di due costole di uno stesso procedimento. In una, il primo cittadino, insieme ad un funzionario, rischia il processo; nell’altra e’ stata chiesta l’archiviazione per lui e per gli imprenditori Eliseo Iannini e Piergiorgio Ruggieri. Nella prima l’ipotesi di reato contestata al sindaco e ad un funzionario comunale, Fabrizio De Carolis, è di tentata induzione indebita. Secondo l’accusa, Cialente avrebbe sollecitato lo sblocco di pagamenti di lavori della ditta Palomar allo scopo di evitarne il fallimento, poi effettivamente avvenuto, e fatto pressioni per agevolare la demolizione di alcune strutture nell’ambito del Consorzio di 17 cooperative e 201 appartamenti nella zona periferica Ovest di Pettino. Questo nuovo filone nasce da quella in atto da mesi sul quale il primo cittadino ha fatto comunicazioni su Fb, ultima delle quali stamani: l’accusa in sostanza era di aver ottenuto lavori alla propria abitazione in cambio dello sblocco dell’annosa vicenda della transazione per la mai realizzata metropolitana di superficie. Stando a quanto confermato dal legale di Cialente, Carlo Benedetti, che è anche presidente del Consiglio comunale, in questo nuovo atto giudiziario notificato stamani è stata disposta l’archiviazione del sindaco dal primo filone; insieme a lui, gli imprenditori Iannini e Ruggieri. Le nuove accuse emergerebbero nell’esaminare i materiali di indagine, tra cui faldoni e faldoni di intercettazioni telefoniche: gli inquirenti hanno notato due possibili nuove accuse e le hanno notificate a Cialente, per il quale, ora, potrebbe scattare la richiesta di processo anche se Benedetti parla di “accuse estemporanee”. “Finalmente e definitivamente è stata chiusa l’indagine, durata circa 18 mesi, sui lavori di casa mia, sulla vicenda metro ed altro. Indagine che credo abbia esplorato tutta la mia vita negli ultimi 12 anni”. Cosi’ il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, sulla propria bacheca Facebook, svelando di aver ricevuto un avviso di garanzia. Si tratta di un secondo annuncio rispetto a quanto già reso noto mesi fa dal primo cittadino, sempre attraverso la rete. “Mi è appena stato notificato un atto giudiziario, un avviso di garanzia ­ scrive Cialente ­ Da quello che ho potuto capire, dalla montagna di intercettazioni, sono emerse due mie telefonate: la prima per cercare di far partire al più presto i lavori di demolizione di una grande cooperativa edilizia, i cui residenti ho seguito, sempre nel mio ufficio, sin dal 2009, per le gravi difficoltà normative che avevano incontrato e rallentato per anni la ricostruzione”. “La seconda ­ prosegue ­ perché avrei sollecitato, cosa che ho fatto più volte, il pagamento di un Sal (stato di avanzamento dei lavori) per una ditta che stava per fallire”. Cialente ammette che “interventi di questo tipo li ho fatti più volte, di sollecitare il pagamento dei Sal, per tutti, soprattutto per casi disperati. Purtroppo il fallimento, poi avvenuto, di quella ditta ­ svela ­ ha provocato danni drammatici a tanti cittadini, la cui ricostruzione è ancora bloccata, e alla stessa città”. “Non credo di aver commesso un reato. Addirittura, nelle stesse condizioni credo che avrei l’obbligo, come sindaco, a difesa e nell’interesse dei miei cittadini, di rifarlo. Spero e ho fiducia, come sempre, nei giudici”, conclude.

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