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Chiusura punti nascita, Fi: le bugie del governo D’Alfonso hanno le gambe corte

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Pescara. “Continuiamo a contestare apertamente e su tutti i livelli questo insensato provvedimento varato dal Governo D’Alfonso: sia per i criteri adottati, sia per quantoortona riguarda il discorso sicurezza e non da ultimo per le questioni geografiche e logistiche”. I Consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Gianni Chiodi, Paolo Gatti e Emilio Iampieri promettono battaglia in Aula e tornano a criticare duramente “il  Decreto commissariale, una vera e propria scure per i territori, che comporterà la chiusura dei punti nascita abruzzesi di Atri, Ortona, Penne e Sulmona. Qualcuno continua a sottolineare che questa chiusura sia necessaria per rispondere a un obbligo nazionale e condizione necessaria per uscire dal commissariamento. Ma l’obbligo è sempre esistito anche quando a governare c’era il centrodestra e noi ci siamo sempre opposti. Non è perentorio ma si tratta solo di una “foglia di fico” perché per uscire dal commissariamento si può e si deve lavorare in altre direzioni,  sicuramente non  “distruggendo” i Punti nascita con pesantissime ripercussioni che ricadranno sulla spalle di migliaia di cittadini abruzzesi. La prima obiezione riguarda i requisiti delle 4 strutture: si raggiungono o meno i 500 parti? “I numeri ci sono e sono certificati dai dati a nostra disposizione che sono aggiornati al 2013”, spiega il Presidente emerito Gianni Chiodi. “Questo vale soprattutto per Ortona – evidenzia Mauro Febbo – che tra l’altro ha un trend in crescita e possiede tutti i requisiti necessari. Non solo, chiudere il Punto nascita significa privare l’Ospedale della Donna, autentica eccellenza abruzzese, di una struttura fondamentale per garantire un servizio sanitario di primo livello”. “Penne – sottolinea Lorenzo Sospiri –  è di poco sotto i limiti ministeriali ma è una struttura efficiente. Se poi pensiamo alle distanze che dovrebbero coprire le donne in stato interessante per raggiungere Pescara, circa un’ora di macchina, ci rendiamo conto di quanto sia opportuno evitare questa sciagurata chiusura”. “Stesso discorso vale per Sulmona – rimarca Emilio Iampieri –   se è vero che il Punto nascita non raggiunge i 500 parti non si può e non si deve sottovalutare il discorso geografico visto che la struttura ovidiana serve i cittadini di una vasta area interna, che comprende centri importanti come Castel di Sangro, che si troverebbero ad affrontare lunghe trasferte per raggiungere altri Ospedali”. “Criticità che riguarderanno anche tutti quei cittadini che si rivolgono alla struttura di Atri, l’unica presente in un territorio di 150.000 abitanti, costringendo le mamme e le famiglie a scegliere tra Pescara e Teramo, con enormi disagi”, afferma Paolo Gatti.  “I Punti nascita non sarebbero sicuri? Chi lo dice? – si chiedono i Consiglieri di Forza Italia –  Anche in questo caso non possiamo essere d’accordo visto che l’unico soggetto competente e autorevole in materia è l’Agenzia Sanitaria Regionale che nel caso ci dovrebbe spiegare se e quali sono le criticità riscontrate, mettendo fine alle fuorvianti informazioni circolate in questi giorni. In questa vicenda, c’è un’unica e incontrovertibile certezza e riguarda il Partito Democratico e i suoi rappresentanti che stanno tradendo clamorosamente gli impegni presi in campagna elettorale con gli abruzzesi e stanno dimostrando la loro debolezza di fronte al Commissariamento dal quale vogliono uscire senza combattere, come ha fatto chi lipenne ha preceduti. Il risultato sotto gli occhi di tutti è la costruzione di un percorso che sta distruggendo la Sanità abruzzese che, giova ricordarlo, alla nuova maggioranza è stata consegnata con i conti in ordine.  Non bisogna sottovalutare poi le conseguenze per gli Hub di Chieti e Pescara ad esempio che saranno costretti ad accogliere un numero sempre maggiore di utenti rischiando seriamente di ingolfarsi; ci vorranno anni per riorganizzarli e servono a ben poco le rassicurazioni dei componenti della Giunta che annunciano interventi migliorativi e nuove assunzioni che certo non possono concretizzarsi da un giorno all’altro; nel frattempo i punti nascita resteranno aperti? Ma quelle risorse spese per potenziare i nosocomi più grandi perché non vengono impiegate per mettere in campo gli interventi necessari per rendere più efficienti le 4 strutture che vogliono chiudere? Ribadiamo con forza la volontà – concludono i Consiglieri di Forza Italia – di portare avanti un’opposizione dura e responsabile a tutti i livelli  perché nostro dovere è tutelare e difendere gli interessi dei cittadini abruzzesi su temi fondamentali come la Sanità”.

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