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Chieti: dopo decenni di abbandono restaurata con atto di mecenatismo la Colonnetta miliare teatina

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Chieti. Piccoli monumenti cittadini con un nuovo volto. Un atto di mecenatismo ha portato al completo restauro, dopo decenni di abbandono, della Colonnetta, un un antico cippo miliare punto di riferimento per la viabilità e da cui prende il nome la strada che collega Chieti Scalo alla parte alta della città. L’intervento di restauro completo, costato 20.000 euro e che ha ricompreso l’illuminazione del monumento, che ne era privo, è stato eseguito unitamente alla progettazione, dall’impresa De Cesare di Chieti che lo ha “donato” alla città. Avvolta nel tricolore, la Colonnetta restaurata è stata scoperta questa mattina, nel corso di una cerimonia svoltasi alla presenza del sindaco di Chieti, Diego Ferrara, del vicesindaco Paolo De Cesare, del presidente del Consiglio comunale Luigi Febo, del senatore Luciano D’Alfonso, di assessori e consiglieri comunali.

“Abbiamo accolto tale atto di liberalità con la speranza che l’esempio possa essere seguito da altre imprenditorialità cittadine, perché tutte le forze vive della città partecipino alla sua crescita e si prendano cura, con noi, della sua bellezza, com’è accaduto in questo caso2, sottolinea Ferrara. “Una via che abbiamo aperto anche per la manutenzione e la tutela delle aree verdi pubbliche, con un grande successo di adesioni, per fare in modo che chi vuole mettersi a disposizione della città, possa dare il proprio contributo secondo le normative e in trasparenza, in modo da unire le forze dell’Ente a quelle della comunità e decidere come calibrare gli interventi possibili dalla sinergia pubblico – privato”. “Voglio dedicare a mio padre Ulrico, recentemente scomparso questo restauro monumentale”, ha detto l’imprenditore Angelo De Cesare. “La Colonnetta era ammalorata e andava recuperata per il suo grande valore per la città perché contrassegna una strada che unisce le due parti di Chieti. Abbiamo attivato tutte le professionalità specifiche che abbiamo in azienda, unitamente alla Soprintendenza che ha dato il suo placet all’intervento, che non è il primo che facciamo in Abruzzo e in Italia. Questo gesto non vogliamo resti isolato, ci faremo promotori anche con i tanti colleghi imprenditori della città affinché possano contribuire al recupero di altri tesori”.

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