Teramo. Giovedì 13 agosto, a partire dalle ore 8:45, il deputato di Azione Giulio Sottanelli farà ingresso nella casa circondariale di Castrogno. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di “Agosto in carcere 2026”, la campagna promossa dal Partito Radicale per mantenere i riflettori accesi sulle strutture detentive durante il periodo estivo. Al termine del sopralluogo, alle ore 12:15, è prevista una conferenza stampa aperta a giornalisti e cittadini presso la corte interna della Biblioteca Melchiorre Dèlfico di Teramo, in via Delfico 16.
Il parlamentare ha spiegato di aver sempre visitato Castrogno in entrambi i mandati dal 2013 a oggi, constatando come ogni volta i numeri siano peggiori della volta precedente. Già a marzo 2024 la situazione era stata definita non degna di un Paese civile, a causa della presenza di 370 detenuti dove ne potevano stare 250, di soli 150 dipendenti in servizio sui 217 previsti e di madri costrette ad allattare all’interno delle celle.
Oggi le condizioni appaiono ulteriormente peggiorate. Secondo l’ultima denuncia presentata dal SAPPE lo scorso 20 giugno, i detenuti sono saliti a 453, determinando un indice di sovraffollamento del 178 per cento. Parallelamente, all’appello mancano 50 unità tra agenti, sovrintendenti e ispettori di polizia penitenziaria, una carenza che ha generato anche centinaia di ore di straordinario non retribuite a partire dal mese di gennaio. A questo quadro si aggiungono i problemi legati alla sicurezza, segnalati dai sorvoli di droni e dal ritrovamento di telefoni cellulari all’interno dell’istituto.
Sottanelli ha ricordato che in questi due anni ha presentato interrogazioni e segnalazioni, arrivando a richiedere l’invio di ispettori del Ministero. Il deputato ha sottolineato come ad agosto le carceri tendano a uscire dall’agenda politica, proprio mentre le condizioni detentive si fanno più dure, motivando così la scelta di tornare a Castrogno affinché l’attenzione resti alta.
Accanto al sovraffollamento e alla carenza di organico, la denuncia del sindacato ha evidenziato un numero elevato di detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche. Si tratta di un vuoto assistenziale che il personale penitenziario si trova a gestire senza strumenti né competenze sanitarie, e che chiama in causa direttamente la sanità del territorio.
Sul tema è intervenuto Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, affermando che la serietà di una democrazia si misura proprio sulla situazione delle carceri e che chi sconta una pena conserva la dignità e il diritto alla salute, anche mentale. Pavone ha specificato che dal 2008 la competenza della sanità penitenziaria spetta alla Regione, e che pertanto l’assistenza medica, psichiatrica e psicologica dentro Castrogno deve essere garantita dalla Asl.
Il capogruppo regionale ha concluso rilevando che la morte di due detenuti in cella nell’arco di due mesi dimostra un cedimento nella catena della presa in carico. Per questo motivo, Pavone ha annunciato che chiederà alla Asl di Teramo il computo esatto delle ore di assistenza realmente assicurate, costringendo la Regione a rispondere formalmente di questi numeri in Consiglio.



