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Castelbasso, l’arte di Mauri e Fato si fonde con politica, musica e cibo. Domenica arriva Cammariere

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Castelbasso. Alta politica, eccellenze enogastronomiche e grande musica. Gli appuntamenti di “Castelbasso 2018”, allestiti dalla
Fondazione Malvina Menegaz per le arti e le culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, offrono spunti di interesse per tutti, oltre all’unicità delle mostre dedicate a Fabio Mauri e Matteo Fato. Un lungo fine settimana quello che si apre domani per concludersi domenica con il concerto di Cammariere. Si parte con la politica, sezione affidata alla cura di Simone Gambacorta. Giovedì 26 luglio, alle 21,30 in piazza Arlini (ingresso gratuito), ci sarà Pietro Folena. “Negli ultimi venticinque anni lo
scenario politico è completamente cambiato e continua a modificarsi: quali le bussole cui affidarsi per recuperare un orientamento che tenga conto dei fondamenti di una società democratica?”. Pietro Folena, a lungo deputato (Pci, Pds, Ds, Rc), offre una riflessione su presente, passato e futuro dell’Italia repubblicana. Sabato 28 luglio, sempre alle 21,30 in piazza Arlini (ingresso gratuito), ospite di Castelbasso sarà Ciriaco De Mita. Più volte ministro, poi presidente del Consiglio, oggi sindaco di Nusco, De Mita raffronta lo scenario politico di ieri con quello di oggi: cosa ha funzionato e cosa no nel cammino dell’Italia repubblicana? Quali i cardini su cui rifondare il discorso politico? Con un racconto critico e autocritico, l’ex premier apre un confronto tra stagioni diverse, che lo hanno visto protagonista o testimone.

 

Tra i due incontri politici, spazio alla sezione Enogastronomia, ideata da Massimo Di Cintio. Venerdì 27 luglio, a partire dalle 20,30 in piazza Arlini, ci sarà il cooking show: “L’orto in orizzontale | lento come le stagioni”. Il ritorno alla terra passa principalmente per l’orto, che non è solo coltivazione, ma anche recupero di un rapporto con la natura, con le stagioni e con i ritmi che le scandiscono. Gli stessi che caratterizzano gran parte della cucina dell’Abruzzo, un tempo povera di materie prime animali, ma sempre ricca di ortaggi, erbe e verdure. Lo sanno bene Annamaria Ferrara, dell’Osteria dei Sani di Notaresco, e Maurizio Della Valle, dell’Osteria La Corte di Spoltore, che illustreranno le tecniche per utilizzarle al meglio in cucina conservandone gli aspetti nutrizionali. Gli chef proporranno al pubblico una degustazione dei propri piatti. Il costo della cena è di 30 euro.  Domenica 29 luglio, alle 21,30 in piazza Arlini, Sergio Cammariere porta in esclusiva in Abruzzo il suo “Io tour”, uno
spettacolo di poesia ed emozioni in forma di concerto. Con Io tour, l’artista crotonese conduce il pubblico in un viaggio
fra le canzoni che hanno reso grande la sua storia di musicista. Ad accompagnare il pianista e cantautore in questo live
di grande atmosfera la sua band storica con Amedeo Ariano alla batteria, Bruno Marcozzi alle percussioni, Luca Bulgarelli al
contrabbasso e Daniele Tittarelli al sax.

Il fulcro di Castelbasso 2018 è il percorso tra le opere di Fabio Mauri che rappresentano una sintesi del pensiero dell’artista risalenti al decennio 1968-1978, alternando nelle ampie sale di palazzo De Sanctis, fino al 2 settembre, fotografie, installazioni, proiezioni e disegni scelti dalla curatrice Laura Cherubini. Con il 1968 prende l’avvio un periodo di grandi contestazioni e creatività che, pur non realizzando una rivoluzione politica, ha però portato profondi mutamenti nella società, nella cultura, nel costume. Di quella stagione rovente Fabio Mauri è stato lucido testimone, riuscendo a mettere a punto un linguaggio – incentrato sul concetto d’ideologia – capace di esprimere la complessità politica e sociale di quel momento storico. Il nucleo delle iniziative, allestite dalla Fondazione Malvina Menegaz, presieduta da Osvaldo Menegaz, è sempre l’arte contemporanea e, oltre alla fondamentale e unica esposizione delle opere di Mauri, trova spazio quest’anno un artista abruzzese di nascita ma di livello internazionale come Matteo Fato. Attraverso il progetto Sarà presente l’artista, Fato prende spunto da un antico ritratto di un astronomo, presente nella Collezione permanente della Fondazione, per costruire una riflessione sul modo di osservare (e quindi percepire) la realtà. Da questo punto di partenza si snoda il percorso espositivo della mostra, a cura di Simone Ciglia, che comprende opere di autori dal secondo Ottocento al Novecento, fra cui Boille, Festa, Michetti, Spalletti, Turcato,posti in dialogo con le opere di Matteo Fato a palazzo Clemente.

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