Teramo. Sono diciassette i posti da dirigente scolastico da coprire in Abruzzo. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ne autorizza cinque attraverso il concorso; gli altri dodici istituti inizieranno l’anno scolastico affidati a un reggente, ovvero a un dirigente già titolare di un’altra scuola. Su questo squilibrio, il deputato di Azione Giulio Sottanelli annuncia la presentazione di un’interrogazione al Ministro.
Il criterio della priorità alle aree interne, previsto dalla circolare ministeriale, concentra le poche assegnazioni disponibili nella Marsica e nel Chietino. Il Teramano e il Pescarese si dividono una sola dirigenza, lasciando scoperte scuole di città con popolazioni scolastiche importanti.
“Dodici scuole su diciassette non avranno un dirigente proprio, e stiamo parlando di istituti con centinaia di studenti, personale, bilanci e responsabilità sulla sicurezza”, dichiara Sottanelli. “La reggenza è uno strumento pensato per le emergenze brevi, non per gestire più anni scolastici. Quando diventa la condizione ordinaria per due terzi dei posti vacanti di una regione, il problema è politico.”
Nell’atto ispettivo, Sottanelli indica una via per ridurre il numero delle reggenze senza attendere il prossimo concorso. Una parte dei dirigenti di ruolo non presta servizio nelle scuole di titolarità perché collocata in posizione di comando, distacco o utilizzazione presso uffici ministeriali, uffici scolastici regionali ed enti terzi. Si tratta di posti formalmente coperti ma privi di una presenza effettiva, che vanno ad alimentare il ricorso alle reggenze. La proposta è quella di impiegare gli idonei dei concorsi per dirigente scolastico con incarichi di collaborazione a tempo determinato, circoscritti alla durata dell’assenza del titolare.
“Abbiamo persone che hanno superato una selezione pubblica e che oggi non vengono impiegate. Allo stesso tempo, abbiamo presidi di ruolo che lavorano stabilmente altrove, in mansioni che non hanno nulla a che vedere con la conduzione di una scuola, mentre gli istituti che dovrebbero dirigere restano scoperti”, prosegue il deputato. “Chiedo al Ministro quanti siano questi casi in Abruzzo e se il Ministero intenda valutare uno strumento che consenta agli idonei di coprire quelle assenze per il tempo necessario. Non è una sanatoria e non scavalca nessuno: è un modo per non far pagare a studenti, famiglie e personale un problema di programmazione centrale.”


