L’Aquila. “Non è con stupore, ma con vivo senso di indignazione che abbiamo preso lettura, il 16/09/2026, della pagina locale di un quotidiano in cui l’ineffabile Direttore generale della ASL aquilana si è abbandonato ad un lacrimevole cahier de doleance in cui i lettori più sprovveduti potrebbero essere tentati di cogliere l’accorata constatazione che il deficit assistenziale sia attribuibile – piuttosto che ad altre, ben diverse cause – alle assenze pur legittime degli operatori sanitari, il cui utile contributo sarebbe compromesso o consistentemente limitato dall’elevato tasso di assenza che quotidianamente priverebbe i Presidi sanitari di circa una unità su quattro!”. Lo ha dichiarato Antonio Santilli, Segretario Provinciale Nursind L’Aquila.
“A nostra volta abbiamo fatto qualche calcolo, sulla base dei parametri di presenza/assenza che definiscono i giorni lavorativi effettivi, partendo dai 365 giorni dell’anno, da cui devono essere sottratti i riposi e le assenze pianificate, cui corrispondono precisi diritti di tutti i dipendenti pubblici e privati: diritti costituiti dopo decenni di lotte sindacali e politiche e quindi consacrati in precise disposizioni di legge.
Ricordiamo al Direttore che, in via generale, dai 365 giorni dell’anno vanno sottratti circa 32/36 giorni di ferie e festività soppresse, circa 104 giorni (sabati/domeniche o riposi compensativi per i turnisti), festività infrasettimanali 10/12 giorni.
Più in particolare il personale operante su 6 giorni settimanali assicura presenza in servizio pari a 250/260 giorni; mentre il personale che secondo il classico schema dei reparti di degenza opera su 5 giorni (turno in quinta o h. 24) assicura presenza pari a 215/220 giorni.
Ricordiamo, inoltre, al Direttore che il personale titolare di legge 104 ha diritto a tre giorni di permesso mensile con conseguente diminuzione della presenza effettiva a circa 179 giorni (in proposito tanto il Dipartimento della Funzione Pubblica che l’INPS hanno certificato che l’incidenza media delle assenze ex legge 104 si attesta su circa 3,2-3,6 giorni procapite.
Per non parlare delle assenze per formazione obbligatoria (o facoltativa) e altri permessi e assenze di legge (maternità, matrimoni, lutto, ecc.).
Diciamo dunque al Direttore generale che – a meno che non abbia avanzato istanza o auspichi l’abrogazione delle leggi, delle norme contrattuali e della Costituzione preposte alla protezione dei lavoratori – dovrebbe dare mandato ai suoi funzionari di redigere documenti di programmazione e di determinazione del fabbisogno del personale, ai sensi dell’articolo 6 del D.lgs. n. 165/2001, coerenti con il quadro normativo vigente.
Ci dovrebbe inoltre spiegare, il Direttore generale, sulla base di quale atto di programmazione ha consentito il depauperamento degli organici dei reparti ospedalieri per riempire le Case di Comunità di qualche centinaio di operatori la cui intensa e defatigante operatività è ben nota! Ci dica il Direttore generale in quale paragrafo del Piano triennale del fabbisogno del personale ha previsto (se l’ha previsto) l’organico delle Case e degli Ospedali di Comunità e perché, in tale caso, anziché assumere il personale sanitario previsto per soddisfare le nuove esigenze organizzative continua a spogliare i reparti ospedalieri! Per non parlare della mancata istituzione di posti di organico da destinare al Servizio di Emergenza/Urgenza/118: ma questo è un capitolo a parte sul quale torneremo anche a seguito delle disastrose conseguenze lamentate, per ultimo, dai Sindaci di Scanno e Campo di Giove.
Attendiamo con ansia Sue risposte, Sig. Direttore generale, se ne ha!”.



