Campli. Un buco di bilancio pari a 6.616.880 euro. È il dato ufficiale emerso dall’approvazione del rendiconto 2025 nell’ultimo Consiglio comunale di Campli, iscritto nero su bianco nella lettera E del prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione. Una cifra che apre ufficialmente la strada alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e che scatena un duro scontro politico in aula.
La durata e le modalità del piano di rientro non saranno oggetto di discrezionalità politica, poiché a stabilirle sarà l’articolo 243-bis del Testo Unico degli Enti Locali sulla base del rapporto tra le passività da ripianare e la spesa corrente impegnata.
Durante la seduta, il gruppo consiliare d’opposizione “Svolta Campli” ha presentato un ordine del giorno per chiedere un gesto di responsabilità condivisa, ovvero la rinuncia volontaria alle indennità di funzione e ai gettoni di presenza da parte di tutti gli amministratori pronti a votare il rendiconto e la procedura di riequilibrio. La proposta è stata tuttavia respinta integralmente dalla maggioranza.
Accesi anche i toni sulla ricostruzione delle cause. Dalla minoranza respingono con fermezza il tentativo della maggioranza di scaricare la responsabilità sugli uffici o sulle passate gestioni, ricordando come la politica decida, indirizzi e controlli, e come la guida dell’ente sia nelle mani delle stesse figure da ben dodici anni, prima con la delega al bilancio e poi con il mandato da sindaco.
Viene altresì bocciata la tesi secondo cui il disavanzo sarebbe imputabile alle novità delle normative contabili. L’armonizzazione dei bilanci è infatti entrata in vigore per tutti gli ottomila comuni italiani nel 2015, rendendo inapplicabile questa giustificazione per un disavanzo che emerge solo oggi, a distanza di undici anni, a seguito dell’applicazione effettiva delle norme.
Sulla procedura di riequilibrio la minoranza ha scelto di non fare ostruzionismo per evitare il dissesto finanziario, le cui conseguenze più gravi ricadrebbero direttamente sulla comunità. Tuttavia, il piano dovrà tornare in aula per l’approvazione entro il termine perentorio di novanta giorni.
Le conseguenze sulla vita quotidiana dei camplesi si preannunciano severe per un’intera stagione amministrativa. La normativa sugli enti in riequilibrio prevede infatti l’innalzamento delle aliquote e delle tariffe comunali ai livelli massimi consentiti, accompagnato dal taglio della spesa per beni e servizi e dal blocco dell’indebitamento per investimenti, traducendosi in una maggiore pressione fiscale e in una contrazione dei servizi erogati. Dall’opposizione assicurano che il lavoro dei prossimi mesi sarà orientato a far sì che il conto di questa situazione non venga pagato unicamente dai cittadini.



