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Camionista 45enne morì carbonizzato sulla A24, tutti assolti dall’accusa di omicidio colposo

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Teramo. Giovanni Di Natale, 45 anni, camionista di Napoli, morì nel maggio del 2012 in un incidente lungo l’autostrada A24, all’ingresso della galleria di Colledara. Una morte per la quale il giudice Franco Tetto ha assolto tutti gli imputati dall’accusa di omicidio colposo: Alessandro Di Matteo, legale rappresentante della ditta per cui lavorava l’uomo e Giovanni Senatore, responsabile della Motorizzazione civile di Napoli, che il 12 maggio, pochi giorni prima dell’incidente, aveva effettuato la revisione dell’
autocisterna, con la formula “perché il fatto non sussiste” e Igino Lai, funzionario responsabile per Strada dei Parchi della manutenzione e della predisposizione degli interventi di messa in sicurezza sul tratto autostradale con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

Nella precedente udienza il pm Enrica Medori aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi per tutti e tre gli imputati. L’incidente in cui perse la vita Di Natale si consumò in pochi istanti all’ingresso della galleria di Colledara, con il tir che si ribaltò prendendo fuoco. Per l’uomo, che morì carbonizzato, non ci fu scampo. Una morte per la quale la Procura, al termine delle indagini, aveva chiesto e ottenuto il processo a carico dei tre imputati, anche sulla base di una perizia che aveva stabilito come i freni del tir non funzionassero correttamente e come su quel tratto di strada mancassero rampe di arresto idonee a creare via di fuga o di emergenza per i veicoli in difficoltà. Accuse che non hanno retto in Aula.

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