Dopo le dichiarazioni al termine della gara interna contro l’Ostiamare da parte del tecnico del Pescara Antonio Buscè, che aveva polemizzato con la stampa che a suo dire lo aveva criticato anche pesantemente, questa mattina in occasione della consueta intervista della vigilia, la stampa pescarese non si è presentata con taccuini e microfoni a Montesilvano per ascoltare le parole del tecnico alla vigilia di Perugia-Pescara in programma domani sera alle 20.30 al lo stadio “Curi”.
“La decisione, senza precedenti per la categoria – spiega il Gruppo Abruzzese Giornalisti Sportivi -, è maturata quale ferma quanto civile risposta alle inaccettabili affermazioni dell’allenatore nel pre e post partita Pescara-Ostiamare.
Il gruppo Ussi Abruzzo nel condividere pienamente l’iniziativa ribadisce che il diritto, indiscusso, dell’allenatore a sostenere e difendere le proprie idee e il proprio lavoro, non può mai oltrepassare il confine del rispetto per le persone nonché dell’autonomia della libera informazione.
Non spetta certo al signor Buscé né ad altri decidere argomenti e fonti per esercitare diritto di cronaca e libertà d’opinione. Ussi rinnova perciò l’auspicio che si arrivi al più presto al superamento di ogni incomprensione e al ripristino delle più corrette relazioni professionali”.
A stretto giro arriva il commento dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. “La conferenza stampa dell’allenatore del Pescara, Antonio Buscè, è stata disertata oggi da tutti gli organi di informazione. Una scelta unanime, la prima volta che accade una presa di posizione così corale, con cui i giornalisti rispondono alle gravi e gratuite accuse rivolte alla categoria al termine della partita Pescara-Ostiamare e alle scuse che non sono mai arrivate.
L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo condivide e sostiene la decisione dei colleghi. Il confronto tra allenatori e stampa è parte integrante del rapporto tra una società sportiva e la comunità che la segue, e deve fondarsi sul rispetto reciproco. La critica è legittima, anche quando è dura. Non lo sono le accuse generiche e offensive nei confronti di chi svolge ogni giorno, con serietà, il proprio lavoro giornalistico.
“Il silenzio dei colleghi è un atto di responsabilità e di tutela della professione, non una ritorsione”, sottolinea la Presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo Marina Marinucci. “Resta aperta la porta del dialogo: bastano scuse chiare e pubbliche perché si possa tornare a lavorare nel rispetto dei reciproci ruoli”.
L’Ordine auspica che la vicenda si chiuda al più presto e che società e tesserati comprendano il valore di una informazione libera, a servizio dei tifosi e della città”.