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Bocciato bilancio Regionale, Febbo: colpa dell’esecutivo, Paolucci: nel 2013 c’era ancora Chiodi

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L’Aquila. “Il bocconiano assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci prima di impartirmi lezioni in merito alla rendicontazione 2013 dovrebbe almeno ricordarsi o farsi spiegare la reale situazione dei fatti e a chi sono imputati i disastri odierni visto che governa saldamente da tre anni”. Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo. “Paolucci  – spiega Febbo – dimentica che la prima delibera di giunta sulla rendicontazione 2013 fu osservata dalla Corte dei Conti e riproposta in consiglio regionale con Legge regionale nel febbraio 2017 e già in quella sede vennero fuori diverse criticità a cui dovevano seguire atti e correzioni. Infatti – rimarca Febbo –il principale rilievo da cui scaturiscano tutti gli altri rilievi della Corte dei Conti vi era la mancata riaccertamento dei residui 2013 ed abbiamo avuto da parte sia dell’assessore sia dal Direttore D’Aristotile e dal dirigente Ciancaione (come risulta dal deregistrato) stessa sua rassicurazioni circa la reale consistenza e imminente approvazione. Oggi scopriamo che non solo questo non è stato fatto e svolto ma addirittura l’assessore Paolucci cerca furbamente e maldestramente di scaricare le colpe a chi oggi non poteva correggere ed intervenire sulla situazione economica finanziaria della Regione Abruzzo. Visto che lui, in qualità di assessore al bilancio, unitamente al suo Direttore aveva interloquito prima con la Corte dei Conti e poi con la Corte Costituzionale stessa. La realtà invece è ben tutt’altra cosa da quella rappresentata da Paolucci che continua a dispensare consigli inutili mentre assistiamo ad una Direzione Bilancio che naviga a vista ed in totale sbando. Infatti fino ad oggi abbiamo avuto al dipartimento Bilancio tre direttori in tre anni con due dimissioni (Cipollone e D’Aristotile) e dirigenti in fuga (Ciancaione e Marcantonio). Quindi invito l’assessore regionale al Bilancio a guardarsi allo specchio poiché le colpe della bocciatura da parte della Corte costituzionale è riconducibile solo ed esclusivamente al suo operato. Sono mesi che denuncio, unitamente ai miei colleghi dell’opposizione, il modo di operare di questo Governo regionale poiché siamo consapevoli che non è facile per niente far quadrare i conti del nostro bilancio regionale. Invece assistiamo ad una conduzione poco oculata delle risorse finanziarie riconducibile solo a delle logiche politiche dalfonsiane. Mentre oggi ci sono centinaia di fornitori e aziende che attendono da mesi di essere pagati, infatti l’Abruzzo è una delle ultime regioni d’Italia sui tempi di pagamento. Pertanto – conclude Febbo – invito il bocconiano Paolucci a riflettere seriamente sulle vere cause della bocciatura sul bilancio 2013 da parte della Corte Costituzionale e, soprattutto, lo pregherei a non dire bugie altrimenti dovremmo accertare che anche lui viene fuori dalla buona scuola dalfonsiana”.

“Il consigliere Mauro Febbo cerca disperatamente di dimostrare che l’impugnativa e la sentenza sul bilancio del 2013 riguardino questo governo regionale. Tutti sanno che la giunta Chiodi ha governato fino al bilancio 2014, quindi compreso il 2013. Al contrario, durante l’approvazione del bilancio 2017 abbiamo preventivamente e prudentemente accantonato gli oltre 61 milioni di disavanzo aggiuntivo proprio perché temevamo che il suo bilancio potesse essere respinto. Peraltro, per capire ancor di più la sua scorrettezza, occorre sottolineare che – per spendere oltre 61 milioni in più che non potevano essere spesi – noi dobbiamo restituire in 10 anni a partire da oggi 6,1 milioni l’anno a causa delle maggiori e non legittime spese che lui tenne nel bilancio 2013. Ed è grazie a questa nostra prudente scelta che non ci saranno oneri aggiuntivi per via di questa sentenza. Quanto alla contabilizzazione del mutuo – che lui ha contratto nel passato, non noi – è intervenuta una norma nazionale.Credo che non abbia neanche letto il bilancio per far finta di non sapere che abbiamo preventivamente accantonato oltre 6 milioni l’anno aggiuntivi a causa del suo bilancio bocciato che costa alla Regione oltre 60 milioni in più. In altre parole davvero farebbe bene solo a tacere” questa la replica dell’assessore alla sanità Silvio Paolucci.

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