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Biondi in ospedale per sciopero della fame, lettera da Cialente. Renzi nessuna risposta

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Villa Sant’Angelo. Dopo una settimana di sciopero della fame contro lo stallo della ricostruzione, il primo cittadino di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, finisce in ospedale. Il sindaco nella serata di ieri ha accusato un malore ed è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale aquilano San Salvatore dove è stato trasportato in ambulanza. Pierluigi Biondi ha attuato questa forma di protesta da sette giorni per far sentire la sua voce contro la situazione di insufficienza di fondi che si e’ venuta a creare relativamente alla ricostruzione post-sisma nel suo e in altri Comuni. A sostenere la protesta del primo cittadino sono in molti. Tanta solidarietà da parte dei cittadini sui social ma anche del mondo politico del territorio. Dopo l’annuncio dello sciopero della fame, il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini si e’ recato venerdì a Villa Sant’Angelo ed ha invitato il sindaco Pierluigi Biondi a interromperlo, “anche in considerazione dell’impegno, già annunciato dal presid10475525_10204136122034080_1493675450539106727_nente del Consiglio, Matteo Renzi, di visitare L’Aquila fra la fine di agosto e le prime settimane di settembre”. Il primo cittadino ha attuato la protesta da giorni per per sollecitare al governo risposte concrete e risorse per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. Dopo il malore accusato dal sindaco di Villa Sant’Angelo a causa del digiuno messo in atto per protesta, il primo cittadino dell’Aquila Massimo Cialente ha scritto una lettera al collega. “Caro Pierluigi, interpretando nuovamente il pensiero di tutti i cittadini del cratere e dei colleghi sindaci, ti invito, ti prego, di sospendere sin da questa mattina, lo sciopero della fame”. Inizia cosi’ la lettera che il sindaco dell’Aquila ha inviato a quello di Villa Sant’Angelo da una settimana circa in sciopero della fame per alzare il grido d’allarme sulla situazione di stallo che si e’ venuta a creare nella ricostruzione post-terremoto nel comune che rappresenta e piu’ in generale nei comuni del “cratere”. “Questa richiesta, questo pressante invito (lasciami dire: una preghiera) che ti rivolgo – prosegue il sindaco nella lettera – e’ dettata da due motivazioni. La prima e’ la preoccupazione che tutti noi abbiamo per le tue condizioni di salute. Anche come medico posso dirti che il malore di ieri e’ un primo preoccupante segnale del cedimento fisico per la disperata azione di protesta che hai intrapreso. Tra l’altro tutti sanno che, nonostante il digiuno, stai continuando il tuo lavoro di sindaco, e solo noi sappiamo quanto sia gravoso. Il secondo e’ la valutazione politica delle conseguenze del tuo gesto. Sei riuscito a richiamare finalmente l’attenzione anche del Paese sulla nostra drammatica situazione ma, ti assicuro, anche quella del governo, non solo consapevole ancor piu’ delle difficolta’ della ricostruzione alle quali stiamo andando incontro, ma anche preoccupato per le tue condizioni. In colloqui ripetuti, l’ultimo di questa mattina, con esponenti del Governo – afferma sempre Cialente nella missiva – ho avuto due rassicurazioni alle quali voglio credere. La prima e’ che presto verra’ varato un testo legislativo e normativo che dara’ finalmente regole piu’ attente, piu’ articolate, per gestire tutti i processi della ricostruzione soprattutto privata. Il secondo e’ che si sta lavorando, soprattutto in Europa, per assicurarci quel flusso finanziario costante, certo e sufficiente alle nostre prioritarie esigenze. Nel ringraziarti per il sacrificio al quale ti sei sottoposto, ti invito nuovamente a sospendere la tua azione pur rimanendo, insieme a tutti noi, vigile sulle azioni del Governo che ci chiede di aspettare, soprattutto per quanto riguarda l’Europa, la maturazione di tempi politici e tecnici, di alcune settimane. Chiaramente tutti noi – conclude Cialente – insieme alle nostre Genti, continueremo a rivendicare ogni giorno quel diritto al futuro che, con parole molto belle, hanno espresso i giovani di Villa Sant’Angelo. Ti abbraccio”.  La nota protesta attuata dal sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi, è stata portata anche sul tavolo di discussione della Commissione “Interventi sul territorio” della Provincia dell’Aquila su invito della Presidente Felicia Mazzocchi. “Partecipando all’ultima riunione ha compiutamente illustrato con chiarezza e precisione la grave situazione relativa al processo di ricostruzione in atto e le motivazioni che lo hanno indotto ad intraprendere lo sciopero della fame. Visibilmente provato, ha focalizzato l’attenzione sull’iter finora compiuto rimarcando che i finanziamenti concessi hanno origine da provvedimenti legislativi dei governi Berlusconi, per la gran parte dapprima, Letta successivamente e sulle lacune che poi, di fatto, si sono generate nelle assegnazioni”. Dichiara la Mazzocchi,  “infatti, a fronte di milioni di euro di progetti cantierabili le risorse risultano ad oggi insufficienti e, per quanto si voglia attingere dalla cassa attuale a disposizione sta per giungere il momento dell’esaurimento delle riserve. L’ansia generata dal senso del dovere di portare avanti i lavori più possibile a beneficio dei propri cittadini, ha indotto i sindaci a sottoscrivere le graduatorie, con priorità condivise, che però non hanno sufficienti coperture finanziarie con assunzione di gravi responsabilità. I primi cittadini, soprattutto chi ha avuto la maggiore devastazione, hanno davanti a sé uno scenario poco confortante che vede via via allontanarsi dal luogo di residenza nuclei familiari scoraggiati che si stanziano altrove. Ora non si può più indugiare. Rilevante l’assenza di riunioni dei sindaci del cratere che lasciano troppo spazio ad una governance autoreferenziale senza esaminare i problemi e le peculiarità di ognuno. Poi si sa, l’unione fa la forza. Dunque, su iniziativa del presidente Antonio Del Corvo, è presto convocata un’assemblea”. “C’è tempo per una legge organica ad hoc – prosegue il consigliere provinciale mazzocchi –  ritenuta necessaria, benché l’attenzione dell’argomento ricostruzione è recentemente “narcotizzato”, come ha giustamente rilevato il sindaco durante l’audizione, dai provvedimenti presi dalla magistratura sulle malefatte di alcuni che non devono però rubare la scena ai problemi della vera emergenza di ristabilire, ancora a distanza di 5 anni, la normalità dei luoghi e della società”.  In commissione si sono susseguiti interventi, dei Consiglieri di maggioranza e minoranza (Felicia Mazzocchi, Fernando Caparso, Filippo Santilli, Fabio Bisegna, Antonio Berardini, Paolo Federico, Leonardo Gattuso, Gabriele Fulvimari, Armando Floris, Gino Fosca, Gianluca Alfonsi, Fabrizio D’Alessandro, Enio Mastrangioli, Angelo Raffaele, Lucia Pandolfi), condivisibili e propositivi, tanto da considerare l’assise l’inizio di un percorso di doverosa partecipazione attiva alle fasi successive. “L’esame della problematica generale del sisma non può tralasciare di considerare il comune capoluogo, in rappresentanza del quale è stato recentemente invitato l’assessore Di Stefano che però ha declinato telefonicamente l’invito ed il responsabile dell’ufficio speciale dott. Aielli che ha inviato una nota per l’impossibilità a partecipare;  è necessario che le istituzioni citate, a cui è rinnovato l’invito, partecipino attivamente, per il proprio ruolo, e rappresentino la situazione della città che non è scollata dal resto – conclude Felicita Mazzocchi – tanto più dopo che sono stati presi provvedimenti d’imperio, a fronte dei quali il presidente Del Corvo non è certo rimasto a guardare, che vanno a pregiudicare la continuità e l’efficienza del settore genio civile a servizio dell’intera provincia. Infine l’auspicato ed atteso intervento del Premier dovrà essere di forte impatto per una immediata e pratica soluzione”.

 

 

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