L’Aquila. “Confermo quanto è scritto nel comunicato della Commissione Grandi Rischi” e “mi assumo la responsabilità per aver usato impropriamente un termine”: lo ha detto oggi il presidente della Commissione, Sergio Bertolucci, nella trasmissione “Radio anch’io” di Radio 1, riferendosi sia alle affermazioni fatte sulla situazione sismica della zona colpita dallo sciame cominciato il 24 agosto 2016, sia all’ intervista nella quale parlando della situazione della diga di Campotosto aveva fatto un riferimento al disastro nel Vajont. “Ho spiegato ha detto che a Campotosto un effetto Vajont non sarebbe significativo, si è travisato il significato della mia espressione”. “Dal 24 agosto abbiamo analizzato la situazione sismica della zona ed è emerso che esistono faglie in grado produrre terremoti di magnitudo compresa fra 6 e 7”, ha proseguito Bertolucci riferendosi al comunicato della Commissione Grandi Rischi. In relazione poi alle dichiarazioni fatte alla stampa in relazione alla diga di Campotosto, ha aggiunto: “ho rilasciato un’intervista cercando di spiegare alla popolazione in che senso bisogna monitorare una diga”, rispetto “all’integrità strutturale e alla necessità di evitare che qualcosa cada nell’invaso”.
“La situazione in Italia è estremamente complessa perché nel nostro Dna non c’è formazione sulla gestione del rischio”. Lo ha detto il presidente della Commissione Grandi rischi, Sergio Bertolucci, intervenendo alla trasmissione “Radio anch’io” di Radio 1. “Viviamo in un territorio a pericolosità sismica alta e a pericolosità alluvionale alta, ma tra un disastro e l’altro c’è un wipeout”, ossia si cancella il ricordo di quanto è avvenuto. Bertolucci ha aggiunto che il rapporto della Commissione sta descrivendo la situazione sismica dell’Italia centrale a partire dal 25 agosto, ossia dal giorno successivo al terremoto nel Reatino di magnitudo 6.0 dal quale è partita la sequenza in atto. La Commissione, ha aggiunto, redige un verbale che viene inviato alla Protezione civile e che poi va ai presidenti delle Regioni e agli organi dello Stato. La Commissione Grande Rischi, ha aggiunto, “è una commissione scientifica, ma cerchiamo di collaborare”. Piuttosto che guardare “chi resta col cerino in mano” bisogna capire che “se non lavoriamo come squadra non si arriva a nulla e si ingenera sfiducia nelle istituzioni”, ha detto il presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, intervenendo nella trasmissione “Radio anch’io” di Radio 1 dedicata al terremoto in Italia centrale. Per Bertolucci, è importante “mettere intorno a un tavolo i partner istituzionali” perché, ha osservato, “la prevenzione va fatta in tempo di pace, non quando ci sono le emergenze.



