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Bertoldo non è potuto entrare per colpa di un euro

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C’è un’antica storia che racconta di un tal Bertoldo, un uomo ricchissimo come non se n’erano mai visti. Un giorno muore e arriva alle porte del paradiso. Prova a entrare ma  trova all’entrata San Pietro che gli chiede il biglietto di ingresso che costa soltanto un euro.

Bertoldo tira un sospiro di sollievo e dice a Pietro: “Non un euro, ma  ti cedo tutta la mia fortuna. Prendete la mia casa, il mio conto in banca,  le mie azioni in borsa,  il mio oro, le mie macchine,  le mie aziende. Io non ne ho più bisogno. Prendete tutto e lasciatemi entrare in paradiso perché a me non seve più”.

San Pietro ribatte: “Neanche a me serve, basta  solo un euro per  il biglietto di ingresso. Bertoldo inizia a cercare nelle tasche ma gli si gela il sangue visto che non riusciva a trovare neanche un centesimo. Alla fine è costretto a rigirarsi. Ora tutti conoscono l’aneddoto di Bertoldo e c’è un detto che dice: Bertoldo non è potuto entrare in paradiso per colpa di un euro.  

Non sappiamo dove sia finito Bertoldo. Non si sa più nulla di lui e non sappiamo neanche che fine abbia fatto il suo immenso tesoro. Eppure era così ricco e famoso…

Sappiamo di  Francesco d’Assisi, di Padre Pio, di  Francesco di Sales, di Ignazio di Loyola, di Antonio di Padova. Sappiamo che sono entrati in paradiso grazie a un altro tesoro.

“Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Mt 6, 19-23

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