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Bambini divisi in classi in base alla nazionalità, rientra il caso che ha suscitato scalpore

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Pratola Peligna. Alla vigilia del rientro a scuola, previsto ieri, ha suscitato le proteste di numerosi genitori, nel comune aquilano di Pratola Peligna, la formazione di tre classi di prima elementare con bambini provenienti da sole famiglie italiane e di una sola classe con bimbi nati in Abruzzo da famiglie straniere e bambini di famiglie italiane. Così, il dirigente d’Istituto, Raffaele Santini, ha riequilibrato le sezioni affermando: “Non ci sarà nessuna images (2)classe di soli italiani”. Rientra il caso delle classi scolastiche di prima elementare assegnate in base alla nazionalita’. Il fatto si era verificato nelle prime classi elementari delle scuole dell’istituto comprensivo ‘Tedeschi’ di Pratola Peligna, comune dell’Aquilano che conta circa seimila abitanti. In sostanza alcuni genitori avrebbero fatto pressioni al corpo docente affinche’ si creasse almeno una classe di soli italiani. Non si sarebbe trattato, tuttavia, di una questione di razzismo quanto piuttosto di una vicenda elitaria. A riequilibrare le presenze degli alunni – pochi tuttavia quelli stranieri – ci ha pensato il nuovo preside Raffaele Santini, che non ne sapeva nulla visto il suo recentissimo insediamento, ed il cambiamento e’ stato accettato da tutti nel corso di una riunione che ha posticipato di poco il suono della campanella. Dunque classi miste senza problemi. Il preside, intanto, ha anticipato che nelle scuole – gli istituiti del ‘Tedeschi’ sono due – ci saranno progetti finalizzati all’integrazione culturale. L’episodio, comunque, ha destato scalpore a Pratola Peligna. Per il sindaco Antonio De Crescentis cio’ che e’ accaduto “non rientra nella cultura del nostro paese che ha sempre favorito l’integrazione razziale”. Dai 391 immigrati del 2005 il tessuto sociale di Pratola oggi ne ospita 600 di cittadini di altre nazionalita’. La comunita’ piu’ numerosa e’ composta da albanesi seguiti da romeni, macedoni, sudamericani e marocchini.

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