Chieti. Giovanni Legnini si avvia verso la conquista di Palazzo di Città. Poco dopo la chiusura delle urne per il turno di ballottaggio, che ha visto i cittadini al voto domenica 7 e lunedì 8 giugno, i dati dello spoglio delineano un vantaggio netto per il candidato del centrosinistra e del Campo Largo progressista. Legnini ha infatti superato il 53,70% delle preferenze, staccando il rivale del centrodestra Cristiano Sicari, attualmente fermo al 46,30%.
Il dato politico che balza subito all’occhio è la netta flessione della partecipazione democratica. L’affluenza definitiva a Chieti si è attestata al 55,49%, facendo registrare un calo di circa sette punti percentuali rispetto al 62,4% registrato in occasione del primo turno del 24 e 25 maggio scorsi.
La sfida odierna rappresenta il culmine di una competizione partita due settimane fa con scenari frammentati. Al primo turno, Legnini aveva sfiorato l’elezione diretta raccogliendo il 47,21% dei consensi, mentre Sicari, sostenuto ufficialmente da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, si era fermato al 27,47%.
In vista del secondo turno, la mappa delle alleanze si è ridisegnata in modo profondo. Sicari ha tentato la rimonta aggregando l’intera coalizione di centrodestra grazie all’accordo con la Lega di Mario Colantonio e all’intesa con le liste civiche guidate da Alessandro Carbone, ex consigliere comunale del Pdl e terzo candidato più votato al primo turno. Un blocco di alleanze strategiche che, sulla carta, portava in dote un pacchetto di voti stimato intorno ai 21 punti percentuali.
Sul fronte opposto, l’ex vice presidente del Csm ed ex commissario alla ricostruzione ha scelto la strada dei non apparentamenti formali. Legnini ha preferito scommettere sulla continuità della propria proposta politica, intercettando tuttavia l’appoggio dichiarato arrivato nei giorni scorsi da altri due candidati sindaci civici della prima ora, Giancarlo Cascini, forte del suo 3,14%, e Olinto Amoroso, che aveva raccolto lo 0,81%. Una strategia che, alla luce dei primi dati reali dello spoglio, sembra aver premiato l’esponente del Campo Largo, arginando l’effetto del consolidamento del centrodestra.



