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Autostrade abruzzesi, dirottati altrove 80 milioni di euro per mettere in sicurezza A24 e A25

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L’Aquila.  Sarebbero stati dirottati altrove ben ottanta milioni di euro destinati invece alle autostrade abruzzesi. A darne notizia è l’onorevole Stefania Pezzopane  la quale ha presentato oggi stesso una interrogazione per chiederne la restituzione, con una presa di posizione politica molto forte.

“La notizia dell’imminente arrivo dei primi 30 milioni dei famosi 192 del decreto Genova, – afferma l’onorevole in una nota pubblica –  finalizzati alla messa in sicurezza delle autostrade d’Abruzzo, sono la prova provata delle ripetute bugie di Toninelli. Siamo infatti ormai a sette mesi dall’approvazione del decreto Genova, dove abbiamo dovuto difendere con le unghie e con i denti i 200 milioni che Toninelli aveva scippato all’Abruzzo. Quella battaglia l’abbiamo vinta, ma lo scippo di 80 milioni lo hanno comunque realizzato. Un vero scandalo nel silenzio dei parlamentari abruzzesi eletti con M5s e Lega. Subito presenterò un’interrogazione urgente al ministro Toninelli per chiedere la restituzione degli 80 milioni scippati e un’accelerazione con cronoprogramma degli interventi di messa in sicurezza delle autostrade d’Abruzzo.


A seguito del decreto Genova, si è stipulato un protocollo d’intesa, firmato solo prima di Pasqua da Strada dei Parchi e dal Mit, il cui valore è di 112 milioni di euro. Perché non ci sono tutti i 192 milioni assegnati nel decreto Genova? La legge 130/2018 indica una assegnazione di 192 milioni. Dove sono finiti gli altri 80 milioni? Se ci fossero stati dovevano essere inseriti nel Protocollo. Si tratta di un chiaro furto senza destrezza. Proprio così, evidentemente su questi fondi è avvenuto uno squallido gioco delle tre carte. La battaglia che abbiamo fatto è stata efficace.

Ma poi – si domanda la deputata Dem – cosa è successo? Toninelli a febbraio e nelle sue visite elettorale a passeggio sotto i viadotti, aveva ripetutamente risposto in maniera stizzita ai sindaci e in Parlamento, dicendo che i soldi erano tutti disponibili, ma che i lavori non partivano perché mancavano i progetti del concessionario. Il protocollo firmato prima di Pasqua è di 112 milioni non 192, e si dimostra nero su bianco che i soldi sono stati spostati altrove, come testimoniato dagli stessi uffici del Mit in un documento ufficiale. Manca infatti ancora la registrazione della corte dei conti. Siamo ormai a maggio e le cose vanno drammaticamente a rilento – conclude Pezzopane – tra vergognosi scippi, bugie, annunci, escamotage, per cercare di camuffare la verità”.

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