Pescara. Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato un aumento della TARI che comporterà un incremento delle tariffe compreso tra il 6% e l’11%. Il provvedimento ha incassato la netta contrarietà della consigliera comunale Valeria Toppetti, esponente del neocostituito gruppo consiliare di Futuro Nazionale. Secondo la consigliera, la decisione rappresenta un ulteriore aggravio economico destinato a ricadere per circa il 60% sulle famiglie e per il restante 40% sulle attività produttive, garantendo al Comune maggiori entrate per circa 1,5 milioni di euro.
“Ho votato contro l’aumento della Tari — ha affermato dopo il voto in aula la Consigliera Toppetti — poiché ritengo che le scelte dell’amministrazione debbano tutelare gli interessi delle famiglie e delle attività commerciali della nostra città. Un aumento così ingente non si ricorda nelle manovre degli ultimi anni e nel precedente quadriennio l’aumento massimo era stato nella misura del 3%. È una scelta che arriva in un momento di forte difficoltà economica per cittadini e imprese”.
La consigliera ha aggiunto che, prima di chiedere ulteriori sacrifici ai contribuenti, sarebbe stato opportuno garantire standard qualitativi del servizio pienamente rispondenti alle aspettative della comunità. Per queste ragioni, Valeria Toppetti ha auspicato una gestione della fiscalità locale decisamente più attenta alle esigenze delle famiglie e del tessuto economico cittadino.
A conclusione del suo intervento, l’esponente di Futuro Nazionale ha respinto le possibili motivazioni alla base dell’incremento tariffario, sottolineando che non possono essere addotti a giustificazione gli incrementi burocratici o del costo della vita.
Trattandosi con tutta evidenza di una scelta di campo, la misura risulta particolarmente gravosa anche in considerazione della grande criticità nella quale si trova oggi la situazione dell’igiene urbana a Pescara, la quale versa in evidente stato di mancanza di salubrità e inefficienza. Toppetti ha infine precisato che tale quadro non è ascrivibile agli operatori, bensì alle scelte dell’amministrazione.



