Atri. Un “operazione di verità contabile” che fa emergere una voragine finanziaria e riaccende lo scontro politico in città. Al centro del dibattito c’è la recente relazione trasmessa al Parlamento dalla Corte dei conti, che ha fotografato la situazione finanziaria del Comune di Atri, evidenziando criticità definite “risalenti” e una gestione contabile ritenuta “gravemente carente”.
Una svolta nei numeri che, secondo il partito Azione, spazza via ogni alibi della maggioranza. A intervenire con durezza sono il deputato abruzzese e segretario regionale del partito, Giulio Sottanelli, e la segretaria comunale di Azione ad Atri, Letizia Pisciella.
Il punto di rottura nei conti del Comune è nero su bianco nella relazione della magistratura contabile dello scorso 2 ottobre. Prima di adottare il Piano di riequilibrio finanziario, l’ente ha dovuto procedere alla cancellazione di oltre 8,4 milioni di euro di residui attivi, ovvero crediti iscritti in bilancio ma giudicati non più esigibili. Il rendiconto 2024 si è così chiuso con un pesante disavanzo di 12,65 milioni di euro.
“La Corte dei conti definisce risalenti queste criticità e ricorda che già nel dicembre 2024 aveva rilevato una gestione contabile gravemente carente e una crisi strutturale nella gestione dei residui – dichiara Giulio Sottanelli –. Da oggi nessuno può più liquidare questi numeri come una semplice narrazione dell’opposizione”.
Dal fronte locale di Azioni la critica si fa ancora più diretta nei confronti della continuità amministrativa che guida la città.
“Nella relazione c’è un’espressione che pesa più delle altre – sottolinea Letizia Pisciella –. La stessa area politica amministra Atri da più di 15 anni. Dopo tutto questo tempo, chi governa ha il compito di risanare e il dovere di rispondere del percorso che ha portato la città fin qui. Presentarsi oggi come protagonisti del risanamento ed estranei alle cause della crisi è una pretesa che gli atriani non meritano”.
Pisciella rivendica inoltre il lavoro di controllo svolto dai consiglieri comunali di Azione, Marcone e Graziosi, insieme all’intera coalizione di Prospettiva Atri: “Hanno studiato gli atti e chiesto all’amministrazione documenti e risposte su residui, crediti di dubbia esigibilità, riscossione e liquidità. Sono esattamente gli stessi capitoli su cui oggi interviene la Corte dei conti”.
La magistratura contabile, nel frattempo, avrebbe definito lo stesso Piano di riequilibrio adottato dal Comune come “particolarmente ottimistico” rispetto all’effettiva profondità dello squilibrio, segnalando misure ritenute frammentate, stime di entrata generose e tagli lineari che non risolverebbero le disfunzioni strutturali all’origine della crisi.
“Il Piano di riequilibrio è attualmente in istruttoria e lasciamo il giudizio agli organi competenti – conclude Sottanelli –. L’istruttoria però non sospende il giudizio politico su come Atri è arrivata a questo punto. Quella di Azione è l’opposizione che ci interessa fare: controllo rigoroso sui numeri, senza tifare per il peggio. Continueremo a vigilare e a fare proposte, perché agli atriani serve un’amministrazione capace di vedere i problemi prima che si trasformino in emergenza”.



