L’Aquila. “Sia il Comune a coprire le quote dell’assistenza domiciliare chieste alle famiglie all’Aquila”. I consiglieri comunali di minoranza Enrico Verini e Gianni Padovani tornano sulla decisione del Consiglio comunale con una nota firmata anche dai consiglieri di tutti i gruppi di opposizione.
Il sistema approvato, spiegano, prevede una compartecipazione progressiva in base all’Isee, fino al 30% del costo del servizio per le fasce più alte. La misura riguarda, tra gli altri, l’assistenza domiciliare e quella domiciliare integrata. Durante il confronto in aula, la minoranza ha chiesto che il Comune sostenesse la quota, quantificata nella discussione politica in circa 300mila euro. La maggioranza, riferiscono i firmatari, ha respinto la proposta.
“Non stiamo parlando di una platea di ricchi”, scrivono i consiglieri, richiamando le difficoltà di chi deve far fronte a mutui, affitti e spese per i figli mentre assiste una persona gravemente malata o non autosufficiente. “Quella famiglia sostiene già costi economici, organizzativi e umani enormi. Spesso integra di tasca propria ciò che il servizio pubblico non riesce a garantire pienamente”.
Verini e Padovani contestano il criterio di equità richiamato a sostegno della misura: “Equità significa anche interrogarsi sulla condizione concreta di una famiglia e sul peso complessivo che quella famiglia è già costretta a sostenere”. Di qui, dunque, la richiesta di reperire nel bilancio comunale le risorse per evitare che la quota ricada sugli utenti.



