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Assistenza ai bambini in ospedale, Abio apre le iscrizioni al corso di formazione per volontari

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L’Aquila. Sono aperte anche all’Aquila le iscrizioni all’Abio (Associazione per il bambino in ospedale onlus) per tutti coloro che, ritenendo di poter donare il loro tempo e la loro assistenza ai bambini, volessero diventare volontari. Il corso di formazione obbligatorio è composto da 5 incontri in aula e 60 ore di tirocinio. Il primo incontro si terrà giovedì 3 maggio alle ore 18:00 presso l’Università degli Studi Dell’Aquila, via Vetoio, Coppito, aula C3.4 edificio Coppito 2. E’ possibile iscriversi inviando una mail con i propri dati a [email protected] o telefonando al 344.1011863.

È necessario avere fra i 18 e i 69 anni. La sezione Abio del capoluogo abruzzese è attiva sin dal 2004 e oggi conta un gruppo di volontari piuttosto nutrito. Chi ha dovuto accompagnare un figlio all’Ospedale San Salvatore, quasi certamente ha incontrato i volontari che accolgono e sostengono i bambini, donando loro sorrisi, intrattenendoli nella sala gioco ed aiutando le famiglie a gestire il ricovero dei propri piccoli. Abio è anche una Fondazione con sede in Milano molto attiva che ha contribuito, con proprie risorse economiche al miglioramento delle strutture sanitarie in tutta Italia. All’Aquila per citare solo gli interventi più importanti Fondazione Abio ha realizzato nel 2010, la una nuova sala giochi presso l’Ospedale “San Salvatore”, donando inoltre l’arredo e la decorazione di tutti i corridoi per rendere a misura di bambino il reparto di Pediatria reso nuovamente operativo dopo il sisma. Per estrema sintesi l’ultimo intervento è stato nel 2016 quando Fondazione Abio ha donato alla struttura sanitaria aquilana i letti pediatrici e le poltrone letto destinate ai genitori che assistono i bimbi per rendere l’ambiente ancora più accogliente e più confortevole la degenza. Ma Abio è e resta il supporto concreto garantito nel reparto di Pediatria dell’Ospedale “San Salvatore”, dai volontari. Un aiuto che richiede energie e risorse umane costanti per assistere i piccoli ammalati e i loro familiari.

La delicatezza e l’importanza del compito che ciascuno intende assumere non è cosa facile e necessita di qualità e preparazione adeguate allo scopo per garantire competenze. Proprio per questo gli “aspiranti” volontari, dopo un incontro di presentazione, effettuano un colloquio con dei formatori deputati a valutare l’idoneità a svolgere funzioni così delicate. Ultimato il corso, articolato su diversi incontri con personale specializzato nella formazione, ogni aspirante deve svolgere 60 ore di pratica affiancato da altro volontario anziano, con funzioni di tutor, prima di potere essere considerato volontario a tutti gli effetti. Essere volontario Abio non è semplice, ma è certamente gratificante e se si è pronti a donare il proprio tempo e il proprio amore, ricco di soddisfazioni sotto il profilo umano. Fondata nel 1978 a Milano, l’Abio ha lo scopo di intervenire per ridurre il disagio che affrontano i bambini, gli adolescenti e i loro genitori in ospedale, al momento dell’impatto con la struttura e durante la degenza. L’ambiente sconosciuto, la malattia propria e quella degli altri, la lontananza dagli spazi e dalle abitudini quotidiane possono costituire un trauma per il bambino e, di conseguenza, per tutta la sua famiglia. Lo scopo dell’associazione è dunque l’umanizzazione dell’ospedale, trasformandolo da luogo dove “curare” a luogo dove “prendersi cura”. Nei 37 anni di vita l’Abio ha costituito oltre 60 sedi in tutta Italia, con 5.000 volontari, presenti in 200 reparti di pediatria. Abio è il sorriso portato dove c’è la malattia, è il colore che arriva in un ambiente che può fare paura, è essere vicino ai genitori, ai bambini, agli adolescenti in un momento così difficile.

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