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Arrivati sull’Everest gli alpinisti abruzzesi, sulla vetta la bandiera del Rifugio Fonte Tarì Majella

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Lama dei Peligni. Da questa mattina alle 9.15 (ora locale di Kathmandu) la bandiera del Rifugio Fonte Tarì del monte Majella, svetta sul campo base dell’Everest. Dopo sei giorni di cammino gli alpinisti partiti da Lama dei Peligni (Chieti) lo scorso 22 marzo sono arrivati a destinazione, realizzando il sogno accarezzato da tempo: far “incontrare” le montagne, portando un po’ di Majella sulla vetta del mondo. Così è stato, perché sull’Himalaya è stato lasciato anche un frammento di roccia abruzzese, che reca la scritta con la provenienza. “E’ stato un viaggio molto più faticoso del previsto – racconta provato, ma entusiasta, uno degli escursionisti, Peppe Ardente -. Questa mattina, a complicare le cose ci si è messa anche la neve, che ha reso la marcia ancora più impegnativa. Il dislivello da coprire è stato davvero tanto e il male di montagna si è fatto sentire parecchio nonostante abbiamo affrontato circa dieci chilometri al giorno, che sembrano pochi, ma percorrerli in carenza di ossigeno per via dell’altitudine e, per giunta, con lo zaino addosso, non è affatto una passeggiata”.

“Tutti – prosegue Ardente – abbiamo fatto fatica, alcuni hanno sofferto di più e hanno impiegato più tempo, qualcun altro è rimasto indietro, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo emozionati, stanchi , ma felici perché noi che abbiamo l’amore per la montagna nel nostro Dna siamo riusciti a concretizzare un sogno che temevamo irrealizzabile. Solo una grande passione, oltre a una certa tempra fisica, possono portare a raggiungere certi obiettivi. Il nostro desiderio era creare un punto di contatto tra la nostra Majella e la vetta più alta del mondo, che è il sogno di tutti. E così sarà: dall’Everest abbiamo portato via una pietra che sarà collocata lì dove abbiamo prelevato l’altra, lasciata in Nepal, e il legame resterà. Così come resterà dentro ognuno di noi questa incredibile esperienza e tutto quello che ci ha regalato: luoghi, incontri, emozioni, paesaggi e la capacità di misurarsi con il proprio io”. Della spedizione fanno parte, oltre a Peppe Ardente, Andrea Monaco, Luciano Carchesio, Lorenzo Ardente, Angelo Caprara e Ewa Piechowicz. Rientreranno in Italia il prossimo 6 aprile.

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