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Archeoares, del marsicano Serone, nell’Olimpo dei più grandi musei del mondo

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Avezzano. “Archeoares” del marsicano Giampaolo Serone nell’Olimpo dei più grandi musei del mondo. Da oggi, infatti, approdano al museo Nazionale delle arti del XXI secolo “Maxxi” di Roma i servizi di biglietteria elettronica della società Archeoares.

Si tratta di una nuova collaborazione nel mondo della cultura e del turismo in Italia. Un contratto di tre anni che proietta a livello nazionale la società Archeoares. Il Maxxi è considerato tra i dieci musei di arte contemporanea più importanti al mondo.  L’obiettivo è quello di soddisfare tutte le esigenze e le sfide dei prossimi mesi  mettendo  in grado gli uffici della Fondazione Maxxi di operare tenendo sotto controllo i vari dati che vengono raccolti tramite software e hardware forniti in modo tale da utilizzare le statistiche per definire sempre meglio la tipologia di utenza e l’evoluzione comportata da questi anomali tempi.

Tutto questo servizio sarà completato anche dalla possibilità di acquistare i biglietti online direttamente sul sito del museo (www.maxxi.art). La società Archeoares si è aggiudicata il bando vincendo la concorrenza di altre importanti realtà nazionali.

“Per me, Bruno Blanco e Francesco Aliperti”, dichiara Serone, socio marsicano, “il 2004 costituisce un anno fondamentale poiché coincide con la fondazione di Archeoares Snc. All’inizio ci davano tutti per spacciati, pochi, anzi pochissimi, credevano nel nostro progetto e le manifestazioni di scetticismo superavano di gran lunga quelle di stima. A noi in realtà non è mai interessato il parere di chi tenta di distruggere e non di costruire, pertanto siamo andati avanti per la strada tracciata”.

“A distanza di più di 15 anni, la storia, la nostra storia, ci ha dato ragione”, sottolinea con orgoglio, “Archeoares è ufficialmente la società che gestirà per il prossimo triennio i servizi di biglietteria e accoglienza al pubblico del Maxxi di Roma e del Maxxi dell’Aquila, uno dei 10 musei di arte contemporanea più importanti al mondo. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto…”.

 

 

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