Buenos Aires. Il prestigioso riconoscimento dell’Università di Buenos Aires va a Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini nella categoria Miglior spettacolo straniero. Rosaura alle dieci, di Marco Denevi, è lo spettacolo ideato, diretto e interpretato da Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini che ha vinto il “Mayor” del Premio Teatro del Mundo.
Il Premio Teatro del Mundo, istituito dall’Università di Buenos Aires attraverso il Centro Cultural Rector Ricardo Rojas, è uno dei più importanti riconoscimenti della scena teatrale argentina. Ogni anno, una giuria specializzata seleziona e valorizza le esperienze più significative della stagione teatrale, assegnando i “Premios Mayor” alle eccellenze individuate nelle diverse categorie.
Una notizia che ha soddisfatto gli autori e felicitato la platea frentana: «Un pezzo del nostro teatro è arrivato dall’altra parte dell’oceano e ha trovato casa a Buenos Aires, conquistando il prestigioso riconoscimento», spiegano Angelucci Marino e Gesini. «Dentro Rosaura alle dieci ci sono trent’anni della nostra ricerca teatrale: maschere, burattini d’arte, figure drammatiche, teatralità e teatro popolare d’arte». E poi rimarcano: «Ci sono il nostro lavoro, la nostra storia, il nostro modo di intendere il teatro».
«Condividiamo Il premio» continuano gli artisti «con Flor Galano, Brat Teatro, Brina Babini, Vize Ruffo ed Ettore Nigro, compagni fondamentali in questo viaggio. Un ringraziamento va a Jorge Dubatti, alla giuria del Premio Teatro del Mundo, al Centro Cultural Rector Ricardo Rojas dell’Uba e al pubblico argentino, che ha accolto Rosaura con grande generosità».
Tale pièce è la versione teatrale del primo romanzo dello scrittore argentino Marco Denevi, fra i più celebri romanzi argentini. Un giallo che tratta di un delitto da risolvere attraverso i racconti di cinque personaggi, narrando lo stesso avvenimento da punti di vista differenti, ognuno in una versione diversa dall’altra.
La riscrittura teatrale di Angelucci Marino e Gesini porta questa struttura narrativa dentro un linguaggio contemporaneo, fatto di corpi, maschere e figure, restituendo al pubblico una storia in cui il confine tra racconto, memoria e rappresentazione si fa continuamente più sottile.
Un risultato importante per il Teatro del Sangro e per il territorio frentano, da cui questo percorso artistico è partito e che oggi viene riconosciuto anche sulla scena internazionale.



