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All’Aquila il primo stadio senza barriere serie D, nuova casa dell’Aquila Calcio

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L’Aquila. ­calcioSe lo “Juventus Stadium” è stato “lo stadio che cambia il calcio”, oggi a cambiare sarà quanto meno la storia del pallone a L’Aquila, con l’apertura dell’impianto “Gran Sasso d’Italia­-Italo Acconcia”, nuova casa della squadra di calcio del capoluogo abruzzese che disputa il campionato di serie D, dopo 85 anni passati al “Tommaso Fattori”, inaugurato nel 1933 e condiviso da sempre con la squadra di rugby cittadina. Il nuovo stadio sarà il primo senza barriere della serie D e tra i pochi in Italia dopo quello di Torino e il “Friuli” di Udine. Un impianto che si trova in località Acquasanta, alla porta d’ingresso Est della città, e che, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ospitò anche una tendopoli con centinaia di sfollati. È stato realizzato con un percorso pieno di ostacoli e polemiche dal 2012 a oggi. Rossi e blu i seggiolini delle tribune, come i colori sociali, con altri seggiolini bianchi a tracciare la scritta L’Aquila 1927, anno di fondazione. A scendere in campo contro i calciatori locali, allenati da Massimo Morgia, sarà il Monterosi, squadra della provincia di Viterbo. E alle 17, dopo la partita, gli ultrà dei Red Blue Eagles hanno organizzato una “festa d’addio” al vecchio “Fattori” chiamando tutta la cittadinanza. L’accelerazione per avere il placet in tempo utile a disputare lì la prima partita del torneo c’è stata solo questa settimana, con una serie di lavori di rifinitura frenetici coordinati dal club e dagli assessori comunali ai Lavori pubblici e allo Sport, Maurizio Capri ed Emanuela Iorio, e l’ordinanza decisiva firmata giovedì sera dal sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente. A causa del gran numero di permessi ancora provvisori su cui si è forzato la mano per giocare subito, la capienza sarà limitata a 1.500 posti rispetto ai 7.600 previsti a pieno regime. Alle 13 di oggi erano già 800 i tagliandi staccati e si va verso il sold­out. ­ Una struttura brulla e mai conclusa ad Acquasanta esisteva da circa trent’anni, destinata a essere il nuovo stadio dell’Aquila Rugby. L’idea di completarlo e utilizzarlo per il calcio è stata lanciata nel 2010 dall’amministrazione comunale, su input del vice sindaco del tempo, Giampaolo Arduini. Con il tempo è passata l’idea dello “stadio senza barriere”, approvata dalla Lega Pro, dove militava L’Aquila prima di retrocedere la scorsa stagione, grazie anche ad alcune modifiche al progetto. Su tutte le 107 telecamere che riprendono ogni angolo e la tribuna in prefabbricato invece che tubi e giunti. La prima parte dei lavori, per 3,2 milioni, è stata svolta da un’associazione di imprese capeggiata dall’aquilana Circi Costruzioni. La Spel di Altamura (Bari) si è aggiudicata il secondo lotto per 2,05 milioni, realizzando il campo in erba sintetica, le torri faro, le uscite e vie di ingresso e deflusso degli spettatori e le recinzioni. L’impianto, coprendo il manto sintetico, potrà ospitare anche concerti e manifestazioni musicali e l’idea è quella di renderlo fruibile 7 giorni su 7 a tifosi e cittadini aquilani.

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