L’Aquila. Dal 31 agosto al 4 settembre 2026, L’Aquila sarà la capitale europea degli algoritmi. Il meeting scientifico ALGO 2026 porterà in città circa 350 esperti di informatica teorica e applicata, specializzati in algoritmi, provenienti da tutto il mondo. Il meeting è organizzato congiuntamente dall’Università degli Studi dell’Aquila, dal GSSI – Gran Sasso Science Institute e dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con il patrocinio del Comune dell’Aquila.
Il programma di ALGO 2026, ospitato dal Centro Congressi “Luigi Zordan” dell’Università dell’Aquila, prevede circa 280 presentazioni distribuite su cinque giorni e organizzate in sei sessioni parallele. L’evento principale sarà l’European Symposium on Algorithms 2026, la maggiore conferenza europea nel settore e uno dei più autorevoli appuntamenti internazionali dedicati alla progettazione degli algoritmi, alle strutture dati, alla complessità computazionale e alle applicazioni dell’algoritmica.
Attorno al Symposium si sviluppa un fitto calendario di conferenze e workshop specialistici. Tra questi, ALGOCLOUD 2026, dedicato agli aspetti algoritmici del cloud computing; ALGOWIN 2026, focalizzato sulle reti wireless; ATMOS 2026, incentrato sulla modellazione, l’ottimizzazione e i sistemi di trasporto; IPEC 2026, dedicato alla complessità parametrizzata e agli algoritmi esatti; WABI 2026, punto di riferimento per gli algoritmi applicati alla bioinformatica; e WAOA 2026, dedicato agli algoritmi di approssimazione e online.
ALGO 2026 è anche un’occasione per raccontare la scienza degli algoritmi, una disciplina che attraversa la vita quotidiana molto più spesso di quanto si immagini. Un algoritmo, essenzialmente, è una sequenza di istruzioni fornite a un computer per eseguire un determinato compito, e gran parte delle tecnologie che si utilizzano ogni giorno nasce proprio dalla ricerca in questo campo. Quando si cerca qualcosa sul web o si naviga sui social network, sono algoritmi a individuare e ordinare i contenuti mostrati agli utenti; quando si utilizza un navigatore satellitare, è un algoritmo a calcolare il percorso migliore tra tutti quelli possibili; quando si interroga un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, le risposte vengono elaborate grazie a sofisticati algoritmi in grado di vagliare enormi quantità di dati.
L’algoritmica, tuttavia, è una scienza molto più antica e più ampia dei social network e dell’intelligenza artificiale. Nasce da una domanda solo in apparenza semplice: qual è il modo migliore e più efficiente per risolvere un problema di calcolo tramite un computer? I ricercatori non si limitano a individuare la soluzione a un singolo problema: indagano quale sia il metodo più efficace per raggiungerla, quanto tempo e quanta memoria richieda, e se resti applicabile anche a problemi di maggiori dimensioni o complessità. La scienza degli algoritmi, in altre parole, non si occupa soltanto di ciò che i computer sono in grado di fare, ma anche e soprattutto dei limiti di ciò che possono fare. È proprio per questo che un incontro multidisciplinare e internazionale come ALGO 2026 ha un’importanza particolare: offre alla comunità di ricerca sugli algoritmi, impegnata su fronti tanto teorici quanto applicativi, l’opportunità di incontrarsi, confrontarsi e dare vita a nuove idee.



