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Alla terza edizione dello Strano Film Festival di Capestrano arriva Utopisti a Tavola, una discussione sul futuro della Terra

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Capestrano. Strano Film Festival, il primo festival internazionale di cortometraggi dedicati alla terra, torna a Capestrano dal 22 al 25 agosto. Quest’anno il motto sarà: “il futuro è la terra”. Per questo, il direttore artistico della manifestazione, Gianluca Fratantonio, che organizza l’evento con Simonetta Puglielli e Elizabeth Tomasetti (Associazione culturale Maks), ha pensato di avviare un dibattito sulle nuove idee in atto per uno sviluppo futuro della terra, tra agricoltura, ambiente e migrazione.

“Partiamo da queste domande” spiega Fratantonio: “come saranno i nuovi centri delle aree rurali? Come garantiamo ai custodi delle nostre preziosissime terre una buona qualità della vita in futuro? Come possiamo fare una rivoluzione che non sia industriale o tecnologica cioè legata al mezzo ma una rivoluzione d’idee che produca nuovi principi?”.

Con lo studio Punto Research I Visualization di Parigi, è stata realizzata una grande “tavola rotonda” che sarà posizionata di fronte al castello Piccolomini di Capestrano. “Questo tavolo sarà il luogo d’incontro dove liberare l’immaginazione sul tema del futuro. Un contenitore interattivo e partecipato che raccoglierà progetti, utopie e sperimentazioni passate e presenti. Comodamente seduti sarà possibile bere e mangiare ma anche consultare documenti, video e immagini”.

Ogni sera, dal 22 al 25 agosto alle 19, due convitati racconteranno le loro esperienze il cui obiettivo è l’elaborazione di nuovi modelli di vita per un futuro diverso e sicuramente migliore.

Giovedì 22 agosto, siederanno al tavolo l’architetto Andrea Rosicarelli e la sociologa Katya Panova che proporranno come soggetto il ruolo dell’urbanesimo e delle tecnologie digitali nella creazione di un’utopia moderna. Tantissime sono state le sperimentazioni legate alla creazione di “Città Ideali”, Sforzinda (Milano), Pienza (Si), Arcosanti in Arizona, luoghi dove accogliere un’umanità capace di vivere esprimendo il proprio pieno potenziale; città adattate a un modello di società alternativo a quello esistente. La tecnologia moderna sarà in grado di trasformare l’utopia in realtà? Katya Panova, che nei giorni del Festival farà da guida all’esperienza di realtà virtuale alla Chiesa di San Pietro ad Auditorium, introdurrà il pubblico a questa tecnologia ponendo una domanda a cui siamo invitati a riflettere: possono una macchina per l’empatia come la realtà virtuale e altre tecnologie digitali rendere l’uomo più umano?

Venerdì 23 agosto, invece, l’appuntamento è con Marco di Renzo e il professor Franco Marinangeli. Il prof.  Marinangeli proporrà un tema molto attuale: e-health (la telemedicina) e le nuove tecnologie a servizio della salute. Il modello sanitario italiano, sebbene virtuoso in termini di risultati, è in crisi di sostenibilità. L’introduzione di nuove tecnologie può modificare enormemente la situazione, rendendo il sistema molto più efficiente, sostenibile, rispettoso dell’ambiente e capace di evitare lo spopolamento delle aree geografiche più disagiate. L’agronomo Marco di Renzo introdurrà invece alla permacultura, uno strumento per progettare, gestire, sviluppare e migliorare tutte le azioni che gli individui, i luoghi e le comunità mettono in atto per creare un futuro più sostenibile. La permacultura invita a condividere ciò che abbiamo: consapevolezza, energia, tempo, competenze e raccolti.

Sabato 24 agosto, Valentina Zagaria, Emily Sarsam e Benjamin Perrot aiuteranno il pubblico a conoscere la vitalissima Tunisia post-rivoluzione 2011. Suggeriranno di pensare alle migrazioni come riconfigurazioni di desideri, speranze e potenzialità capaci di portare a futuri migliori, per chi resta e per chi parte. Racconteranno le loro esperienze: l’antropologa Valentina Zagaria nella città di Zarzis, al confine con la Libia, Benjamin Perrot nel quartiere popolare di Tunisi El Warcha dove ha creato un atelier di design collaborativo con i ragazzi, Emily Sarsam nella Medina di Tunisi dove lavora come programmatrice al Goethe Institut e redattrice del “Giornale della Medina”, un giornale che dà voce agli abitanti, agli artigiani e ai commercianti.

Domenica 25 agosto, infine, ospiti della tavola saranno Beatrice Rosa, Elisabetta Consonni e Diego Bianchi. Beatrice Rosa, laureata in economia, ha vissuto per tanti anni in America Latina. In Nicaragua, diventa socia di una fabbrica di cioccolato che produce direttamente dalle fave di cacao provenienti da cooperative di produttori locali. Racconterà le differenze tra una produzione consapevole che rispetta l’identità e la cultura di chi lo produce e una che invece risponde alle rigide regole del mercato senza differenze qualitative e con effetti speculativi. Elisabetta Consonni e Diego Bianchi presenteranno “l’utopia che non abbiamo ancora pensato”: durante i giorni del festival la coreografa-astronauta Elisabetta Consonni e l’artista Diego Bianchi saranno in missione, quella di esplorare un territorio straniero. Sul cammino, vestita come un astronauta Elisabetta raccoglierà informazioni su come gli abitanti della Valle del Tirino vivono e immaginano il loro futuro. La tavola rotonda sarà la sede di una grande chiacchierata dove si combineranno tutti i dati e le testimonianze donate dagli abitanti della Valle, in merito al futuro, per creare collettivamente un’utopia prodotta dal festival, un’utopia che non abbiamo ancora pensato.

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