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Alla Asl1 22 reparti ancora senza primario, il grido d’allarme: “Stabilizzare il personale sanitario”

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L’Aquila. “Nominare i direttori nei 22 reparti della Asl aquilana che sono ancora senza primari, mentre a Teramo negli ultimi dei mesi ne sono stati nominati 10, e affrontare il problema del personale con l’espletamento degli avvisi pubblici, dei concorsi e delle stabilizzazioni, per non disperdere le professionalità acquisite nel corso degli anni, perché è la competenza che fa di un reparto o servizio un reparto o servizio di qualità”.  È il grido di allarme di Anaao Assomed  e Uil Fpl che esortano il nuovo direttore generale della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila Ferdinando Romano ad affrontare le ormai annose problematiche dell’ azienda sanitaria aquilana, e l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì a ragionare sull’ipotesi di reinternalizzare alcuni servizi. 

“Ormai da troppo tempo si sta discutendo sul piano di riordino della rete ospedaliera, del nuovo direttore generale, del vecchio direttore, delle strategie politiche”, affermano il segretario aziendale di Anaao Assomed Loreto Lombardi, il segretario provinciale di Uil Fpl Antonio Ginetti e il responsabile Sanità UilFpl Gianfranco Giorgi, “crediamo che si arrivato il momento, passata l’emergenza covid che ci ha tenuto in trincea per oltre un anno, di rimettere al centro della sanità il cittadino-paziente e non cliente come da taluni definito perché per noi  la sanità è ancora un servizio sociale e non un costo economico”.

“I medici, gli infermieri, i tecnici, gli oss, gli amministrativi e le altre figure professionali in questo momento di ritorno graduale alla normalità”, sottolineano, “vogliono ricominciare a ridare la parola alle proprie idee e pensieri che in questo anno drammatico sono rimasti nei meandri della coscienza in rispetto di tutto il personale medico e di comparto che ha dato la vita per  cercare di parare un colpo così distruttivo a cui nessun operatore del servizio sanitario nazionale era preparato anche per i  continui prelievi e tagli che ogni governo da 20 anni a questa parte ha eseguito con precisione chirurgica” 

La nomina di un nuovo direttore generale è un evento di per sé positivo, commentano ancora Lombardi, Ginnetti e Giorgi, “perché mette fine alla instabilità ed alla mancata programmazione dovuta alla incertezza della situazione. Speriamo che questa nomina sia un viatico per la sanità delle aree interne molto spesso messe da parte dalla politica e dalle amministrazioni regionali.  Auspichiamo un cambio di passo della nuova amministrazione aziendale che dia più spazio al merito, alle capacità ed alla qualificazione del personale”.

“La nuova rete ospedaliera anche se perfettibile, ci sembra un passo avanti verso la rimodulazione del DL. 70 che secondo noi è un modello applicabile solo per le grandi aree urbane e non a territori come quello abruzzese soprattutto quello interno”, proseguono, “nell’ottica di non continuare depauperare ancora di più il nostro territorio abbiamo appoggiato tutti gli interventi volti a non perdere e a recuperare le Scuole di specializzazione convenzionandone i direttori con un programma ad hoc”. 

“Auspichiamo, visto che gli strumenti, il dg e rete ospedaliera ormai ci sono”, concludono, “di riuscire a centrare gli tutti gli obiettivi proposti come dipendenti ma soprattutto come cittadini, rivitalizzando così la nostra sanità che rischia di diventare asfittica nel giro di poco tempo”. 

 

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