Sono appena iniziate a Bologna e proseguiranno a Sorrento le riprese di “Lucio”, il tv movie sul cantautore bolognese scomparso nel 2012. Il film è diretto da Ambrogio Lo Giudice, che firma anche il soggetto con Stefano Rulli. La sceneggiatura è scritta da Stefano Sardo con lo stesso regista. Nel cast accanto a Valentino Aquilano che interpreta Lucio, Stefano Fregni (nel ruolo del produttore Renzo Cremonini), Tredici Pietro (interpreta Gianni Morandi), Achille Bianchi (Lucio bambino), Gabriele Falsetta (Gino Paoli). E con la partecipazione straordinaria di Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Iole, la mamma di Lucio.
Prodotto da Federico e Francesco Scardamaglia per Compagnia Leone Cinematografica in collaborazione con Rai Fiction, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, il progetto è realizzato con il contributo del fondo sviluppo degli investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo (MIC).
Per Valentino Aquilano, questo ruolo segna il coronamento di una carriera da sempre legata a Lucio Dalla. Originario di Apricena (Foggia) ma cresciuto artisticamente in Abruzzo, l’artista interpreta i brani del celebre cantautore fin da piccolo, omaggiandolo da tempo nei teatri e nelle piazze italiane con lo spettacolo “Ciao Lucio”.
Tutti gli italiani sanno chi è Dalla, ma pochissimi conoscono Lucio, persino gli amici non sono certi di aver compreso chi fosse veramente. Cresciuto senza il padre, per lui considerato un fantasma, un buco nero nella sua sfera emotiva, l’unico affetto è sua madre Iole. Una mamma sui generis, una donna molto libera per i tempi e senza pregiudizi, il cui amore è sia scudo che gabbia. Lo salva un talento musicale folgorante e funambolico che gli regala una carriera precoce come clarinettista.
A convincerlo a cantare è Gino Paoli, il primo di una serie di mentori, a cui si affiancano gli altri, quali: Ennio Melis, Paola Pallottino e Roberto Roversi.
Gianni Morandi che lo accompagna in un periodo di formazione umana e artistica lunga tredici anni, in cui Lucio faticosamente imbocca la strada che lo porta da cantante a cantautore, da ragazzo a uomo. E da Lucio a diventare, per tutti, Dalla.
Anni dopo, a Sorrento, mentre nel pieno di un’altra crisi creativa è convinto di non aver più niente da dire, compone un successo clamoroso, il salto che lo spinge per sempre fra i classici.
di Daniela Di Genova



