Pescara. Dopo l’interruzione idrica del 13 e 14 aprile per i lavori sulla rete, la città di Pescara si ritrova da tre giorni immersa in una situazione di totale incertezza e disorientamento, in attesa di indicazioni chiare sulla potabilità dell’acqua. Quella che doveva essere una gestione programmata e controllata del post-cantiere si è trasformata in un caso di confusione istituzionale e comunicativa.
Emblematico quanto accaduto sui social nel pomeriggio di ieri (giovedì 16 aprile), quando la Asl di Pescara ha pubblicato un avviso di non potabilità dell’acqua, successivamente rimosso senza alcuna spiegazione. Un messaggio che, nel frattempo, aveva già fatto il giro delle chat cittadine ed era stato persino rilanciato dal Comune, alimentando ulteriormente il caos.
“Siamo di fronte a un corto circuito comunicativo gravissimo, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni – commenta il capogruppo M5S in Consiglio Comuanale, Paolo Sola – non è accettabile che un avviso così delicato venga pubblicato e poi cancellato nel silenzio più totale, senza una parola di chiarimento. A rendere il quadro ancora più preoccupante è anche il continuo scaricabarile a cui abbiamo assisitito tra i soggetti chiamati a garantire trasparenza e certezze sulla qualità dell’acqua: Asl, Arpa e Aca si rimpallano responsabilità e comunicazioni, lasciando i cittadini senza punti di riferimento, con famiglie e attività economiche che restano ostaggio dell’incertezza su quando potranno tornare ad utilizzare le risorse idriche in sicurezza”.
Nel frattempo, anche i condomini sono stati abbandonati a loro stessi, con amministratori costretti a prendere decisioni delicate senza alcuna linea guida ufficiale. Una situazione ancora più critica nelle case popolari, dove regna il caos più totale.
“L’Ater ha disposto la riattivazione delle autoclavi, mentre per gli alloggi comunali non è arrivata alcuna indicazione – prosegue Sola – lasciando centinaia di famiglie senza risposte e senza servizi. È inaccettabile che, in una situazione del genere, si scarichi tutto sulle spalle dei singoli amministratori e dei cittadini. Servivano indicazioni chiare, univoche e tempestive, che invece non sono mai arrivate”.
Ma il grande assente in questa vicenda, secondo Paolo Sola, è il Comune di Pescara, che avrebbe dovuto esercitare pienamente il proprio ruolo di autorità sanitaria locale.
“Il Comune ha completamente abdicato al proprio ruolo. Di fronte a una situazione così impattante nella vita quotidiana delle persone e delle attività economiche, serviva una regia forte, non il silenzio. Se fosse stato detto chiaramente fin dall’inizio che sarebbero serviti cinque o sei giorni, famiglie e imprese avrebbero potuto organizzarsi. Ma dire due o tre giorni e arrivare alla fine a sei giorni senz’acqua significa alimentare rabbia e sfiducia. Anche la chiusura del Centro Operativo Comunale (Coc) è apparsa del tutto intempestiva, visto il prolungarsi dei disagi. Qui non è mancata solo l’organizzazione: è mancata l’onestà intellettuale”.
Accanto alla critica, resta il riconoscimento del comportamento responsabile dei cittadini pescaresi, che hanno affrontato giorni difficili con senso civico e pazienza.
“I pescaresi vanno ringraziati, perché ancora una volta hanno dimostrato maturità e spirito di adattamento. Ma questo non può diventare un alibi per giustificare inefficienze e ritardi – conclude Paolo Sola – chi ha la responsabilità delle scelte non può fare solo affidamento sul buon senso dei cittadini, ma aveva l’obbligo di accompagnarli garantendo meno disagi possibili”.



