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Accoltella l’amico durante la grigliata per un apprezzamento a una ragazza, 48enne davanti al giudice

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Avezzano. Dovrà comparire davanti al tribunale di Avezzano con l’accusa di tentato omicidio per  aver accoltellato un conoscente a causa di un apprezzamento alla donna che era con lui. Si tratta di Cesare Felli, il celanese di 48 anni che che a marzo scorso era finito nei guai dopo un’aggressione a  un 47enne di Celano finito in ospedale e salvo dopo due interventi chirurgici, è stata fissata è stata fissata l’udienza davanti al tribunale di Avezzano.  Il giudice per le indagini preliminari, Daria Lombardi, ha accolto la richiesta di giudizio immediato presentata dal pubblico ministero Guido Timpano e fissato l’udienza davanti al collegio per il  9 settembre.

 Secondo l’accusa, il 48enne avrebbe accoltellato G.L. all’addome sinistro causandogli una grave ferita.
Il 47enne sarebbe stato accoltellato perché aveva fatto degli apprezzamenti alla donna che si trovava con l’accusato. E anche perché si era rifiutato di consegnare del denaro all’aggressore, una somma di 20-30 euro.

I fatti risalgono al 28 marzo scorso mentre era in corso una cena a base di carne alla brace. L’accoltellamento sarebbe avvenuto in casa dell’aggredito, durante una cena a base di carne alla brace. Ad allertare i soccorsi era stata l’ex compagna dell’aggressore, presente alla cena, mentre Felli scappava a piedi e senza cellulare. Lui aveva raccontato di non essersi mai allontanato dalla Marsica e di essersi nascosto nella zona delle gole di Celano.

La fuga. Dopo quattro giorni di fuga, si era costituito nella caserma dei carabinieri di Celano. Il ferito nel frattempo era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Avezzano dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per il perforamento di un polmone. Le sue condizioni di salute erano gravi, ma stabili. Felli, difeso dall’avvocato Domenico Quadrato, era stato subito accusato di tentato omicidio aggravato per futili motivi e durante il primo interrogatorio aveva raccontato i non ricordare il momento in cui avrebbe sferrato il fendente. In virtù del pericolo di fuga, l’aggressore era stato rinchiuso nel carcere di Vasto. Titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Ugo Timpano che ha coordinato le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano agli ordini del capitano Luigi Strianese.

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