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Accesso al credito: due soluzioni vincenti. Dialogo con banca e cogliere le opportunità per rilanciare la propria impresa

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L’Aquila. Qualcosa finalmente si muove. Con quel “muro” tra banche e imprese che non è più invalicabile come in passato. Grazie a strumenti nuovi, capaci di sostenere chi si trova ad un passo dal tunnel nero del fallimento oppure vuole dare un’accelerata al proprio business. Per chi magari è stritolato da montagne di interessi passivi, frutto di condizioni contrattuali spesso ingannevoli e che ne segnano definitivamente il futuro, ma anche per chi è interessato a intraprendere percorsi alternativi per aprire nuove linee di credito e ristrutturare la propria attività.

Si tratta delle società di consulenza e mediazione composte da professionisti del settore. Figure abili nel saper stabilire una trattativa tra le parti con un’opera di negoziazione efficace ed incisiva e nel riuscire ad offrire ai propri clienti tutti gli strumenti messi a disposizione dal mercato e dal legislatore per sostenere la propria impresa.

Emblematico il caso del responsabile di un’azienda edile della Marsica. “La nostra attività andava bene ma eravamo comunque soffocati dalle banche – dichiara l’imprenditore – per dei conti correnti che noi usavamo in passivo. Comunque continuavamo a lavorare fino a quando l’ammontare del debito accumulato ci ha messo definitivamente in ginocchio. Tutti i giorni ci chiamava il direttore di banca, era una specie di incubo, ci hanno revocato gli affidamenti e proposto un mutuo per sistemare la questione.”

Una soluzione al limite della legalità, quindi. E su questo caso non ci sono dubbi “Ricatti su ricatti da parte loro. Fino a qualche tempo fa, quanto abbiamo giocato l’ultima carta, quella di rivolgerci ad Arisnet, con sede a Roma ma ben radicata anche nel nostro territorio”. Dopo un infuocato braccio di ferro, Arisnet avanza una soluzione che viene accolta con soddisfazione da entrambe le parti. E cioè il titolare dell’azienda riceve uno sconto che gli permette di estinguere il vertiginoso debito, risparmiando meno della metà del suo ammontare inziale. Con la banca che accetta, considerato che può recuperare il massimo possibile dal cliente.

Tante sono le imprese che in questi tempi di scarsa fiducia nelle banche stanno imboccando la stessa strada. Altrettante sono quelle che non si rivolgo più esclusivamente alla banca per accrescere il patrimonio strutturale della propria impresa, ma cercano consulenti capaci di suggerire loro soluzioni alternative per soddisfare il proprio fabbisogno di risorse.

Il Patent Box per esempio e uno dei tanti incentivi messi a disposizione delle imprese dalla recente legge di stabilità. Arisnet è riuscita a far utilizzare questa innovativa agevolazione fiscale ad una rinomata impresa abruzzese.  Grazie all’accordo stretto tra il cliente di Arisnet e l’Agenzia delle entrate infatti, è stato possibile ottenere un beneficio fiscale di circa 1 milione di euro in pochi anni. L’azienda precisa che «per il 2015 l’agevolazione è determinata escludendo dalla base imponibile il 30% del reddito riconducibile all’utilizzo di beni immateriali agevolabili, per il 2016 la percentuale di esclusione è pari al 40%, mentre per il triennio 2017-2019 è pari al 50%».

E’ proprio vero, qualcosa si muove.

Per info. Emanuela Faccia 393 9031248 www.arisnet

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