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Abruzzo regione della cuccagna, attacco alle mancate promesse per costi della politica

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consiglio regionale (3)L’Aquila. “Il 24 ottobre è cominciato alla camera l’iter del disegno di legge presentato dal movimento 5 Stelle che punta a dimezzare il salario di deputati e senatori, e promette risparmi fino a 87 milioni di euro. Nella nostra regione, nel lontano 2014, in piena campagna elettorale, promesse di iniziative simili furono fatte dal presidente D’Alfonso che attraverso mezzi stampa e d’informazione affermava che uno dei primi interventi della sua giunta sarebbe stato il taglio della retribuzione dei consiglieri regionali commisurandola a quanto corrisposto a un sindaco di una città capoluogo.” Così Luca Rocci e Roberto Santangelo in una nota “Si trattava di una posizione su cui si erano espressi favorevolmente anche esponenti  autorevoli della sua maggioranza come il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani. Ebbene, dall’insediamento della giunta regionale a oggi sono passati più di due anni, e delle promesse fatte in campagna elettorale ancora alcun segnale. Anzi oggi” continuano “il presidente della regione Abruzzo risulta nella top dei governatori d’Italia per busta paga, lo sa persino Matteo Renzi che prende meno di lui. Il suo rimborso forfettario, quello che va ad aggiungersi allo stipendio base, è tra i più alti d’Italia: 4.500 euro. Che sommati ai 6.600 euro di indennità mensile fissa, ai 2.700 euro di indennità di funzione, porta la sua indennità alla iperbolica cifra di in totale 13.800 euro lordi al mese. Ma non solo il presidente rientra in questa classifica, nella top italiana per stipendi d’oro ci rientrano anche consiglieri, assessori e persino i portaborse. Tutti lo sanno e tutti stanno zitti, gli stessi penta stellati” accusano. “Basta ricordare l’emendamento infilato a fine 2015 sottobanco nella finanziaria 2016 che aumentava la dotazione di ogni singolo consigliere da 43 mila a 57 mila euro e durante la quale i 5 Stelle non hanno alzato neanche un filo di voce. L’aumento è scattato a fine febbraio  2016 e a sentire degli attivisti grillini, quei soldi potevano essere rifiutati, oppure utilizzati in altro modo, per esempio decidendo di assumere un altro paio di persone. E invece no, hanno fatto come tutti gli altri. L’Abruzzo Regione della Cuccagna, probabilmente sì ma non per tutti” concludono.

 

 

 

 

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