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A Pescara Renzi parla di Italia e di Europa. Poi ai terremotati dice: ricostruiremo tutto

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Pescara. “Il presidente mi ha chiesto come andava l’attività ed io gli ho risposto ‘ce la cavicchiamo’. Gli volevo offrire il caffè, ma non c’è stato verso: ha voluto per forza pagare”. Così Lucio Mammarella, uno dei dipendenti dell’osteria, il locale di fronte all’Aurum dove il presidente del consiglio dei ministri, Matteo Renzi, in un fuori programma, ha consumato un caffè dopo essere sceso dall’auto. Il dipendente non ha voluto rivelare quale è la sua posizione sul referendum del prossimo 4 dicembre. Nel bar due donne salutate del premier, hanno sottolineato che “è un personaggio alla mano, ti guarda negli occhi, si è avvicinato e ci ha salutato, crediamo nei giovani, speriamo faccia il bene dell’Italia”. Poi, Renzi, accompagnato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, si è fermato a parlare con alcuni dei cittadini che lo aspettavano fuori all’Aurum. D’Alfonso ha presentato a Renzi il progettista della riserva naturale pineta dannunziana che si trova nelle vicinanze dell’Aurum, dove è entrato per partecipare ad uno degli eventi della lunga giornata pescarese. In Europa i Paesi dell’Est europeo salvati dai Paesi fondatori, a 27 anni dalla caduta del muro di Berlino, “immaginano di innalzare nuovi muri mettendo al centro il loro sguardo talvolta egoista rispetto alla costruzione di una comunità solidale”. Lo ha detto il premier, Matteo Renzi, a Pescara, davanti a sindaci e mondo imprenditoriale per la firma delle convenzioni per il Masterplan per l’Abruzzo. L’Europa non può essere “basata su un’austerità decisa da algoritmi fatti da burocrati comunitari”. Così il premier, Matteo Renzi, intervenendo a Pescara ad uno degli eventi previsti per la sua visita ricordando che nel marzo del prossimo anno, a Roma, è in programma l’evento per il sessantesimo anniversario dell’Unione Europea. Renzi ha sottolineato che in quella sede “sarà riaffermato il principio che l’Europa non può essere un’accozzaglia di egoismi ma un contesto di paesi uniti e solidali”. . L’Italia può tornare ad “essere protagonista anche sulla scena internazionale se smettiamo di litigare e poniamo fine alle divisioni interne guardando avanti con speranza”.  “Dopo il terremoto vogliamo ricostruire tutto perché pensiamo che nei luoghi feriti non c’è solo una pietra; ogni pietra rappresenta persone e un pezzo dell’identità del Paese”.  Sono un manifestare contro Matteo Renzi davanti al teatro Circus di Pescara, con cori all’indirizzo del premier, insulti e ‘Bella Ciao’. Ventotto sigle hanno dato l’adesione alla manifestazione delle 18.30 con partenza da Piazza Sacro Cuore. In tantissimi, muniti di fischietti, striscioni e cartelli, al grido di ‘vergogna, vergogna’, manifestano contro l’arrivo di Renzi, in attesa che il premier prenda parte alla kermesse del Festival delle Letterature.

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