AbruzzoLive
No Result
View All Result
INVIA ARTICOLO
AbruzzoLive
No Result
View All Result
AbruzzoLive
No Result
View All Result

A Pescara manifestazione regionale “No Draghi day”, presente anche Rifondazione comunista Teramo

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
6 Dicembre 2021
A A
130
condivisioni
1000
letture
FacebookWhatsapp
Incendio a Telespazio, le fiamme hanno avvolto i gruppi elettrogeni del centro spaziale

Incendio a Telespazio, le fiamme hanno avvolto i gruppi elettrogeni del centro spaziale

27 Maggio 2026
Si è insediato Giuseppe Linardi, il nuovo prefetto dell’Aquila che sostituirà Alecci

Sicurezza stradale, approvato piano di controllo per il traffico montano abruzzese

26 Maggio 2026

Pescara. Si è svolta a Pescara, in piazza Sacro Cuore, nel pomeriggio di sabato 4 dicembre, la manifestazione regionale “NO DRAGHI DAY”, giornata di mobilitazione nazionale indetta unitariamente dai sindacati di base per protestare contro le misure economiche e le politiche antipopolari del governo Draghi, in particolare la manovra di bilancio. La mobilitazione Abruzzese si è svolta in contemporanea con altre 25 piazze italiane nelle principali città.

Presente a Pescara anche il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea con diverse compagne e compagni che hanno esposto uno striscione con su scritto: “Mario Draghi? No Grazie!”. Ha partecipato alla manifestazione anche una delegazione della Federazione di Teramo di Rifondazione Comunista con il Segretario provinciale Mirko De Berardinis.

Rifondazione Comunista ha aderito e partecipato in tutta Italia al “NO DRAGHI DAY”, per protestare contro un governo che fin dalla nascita ha avuto una sola linea politica: l’aumento delle disuguaglianze, con l’attacco ai lavoratori e ai settori sociali più deboli del Paese e la difesa a spada tratta delle grandi imprese e delle rendite finanziarie. La manovra del governo prosegue sulla linea neoliberista che destina grandi risorse pubbliche alle imprese a sostegno di una ristrutturazione pagata dalle lavoratrici e dai lavoratori con i licenziamenti, le delocalizzazioni e la disoccupazione, l’aumento della precarietà, bassi salari e perdita di diritti.

A ciò è finalizzata la modifica del reddito di cittadinanza approvata dai partiti al governo: mettere a disposizione delle imprese una platea di lavoratori e lavoratrici forzati ad accettare lavori precari, a termine, part time, in somministrazione in cambio di salari da fame. Nel frattempo si attuano politiche fiscali che da un lato favoriscono i ceti più abbienti e le imprese con sgravi e tassazioni separate di favore e dall’altro colpiscono i ceti popolari con aumenti delle bollette di luce e gas, dei carburanti e dei generi alimentari di prima necessità intaccandone duramente le condizioni di vita; una spinta ulteriore all’aumento delle disuguaglianze: i ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri.

Il carattere antipopolare delle scelte del governo si manifesta anche con il ripristino della legge Fornero che allunga l’età lavorativa mentre le pensioni degli italiani restano tra le più basse e le più tassate d’Europa e nulla si fa per le pensioni future dei giovani. Il 75% dei nuovi assunti sono precari a tempo determinato ma il governo non fa nulla come sul salario minimo. Coerentemente con la sua impostazione neoliberista il governo non mette in campo piani nazionali che sarebbero necessari sull’occupazione, sulla casa, non istituisce un salario minimo, non attua politiche sociali per redistribuire la ricchezza; sulla stessa linea finita la retorica sugli eroi che ci hanno salvato nella pandemia, si pone la mancanza di investimenti adeguati su scuola, sanità, servizi sociali, sul pubblico in generale.

Dal Pnrr alla manovra di bilancio quello di Draghi si caratterizza come la prosecuzione di un disegno organico di attacco al lavoro, al pubblico, alla vita delle persone, all’ambiente, per affermare lo strapotere del capitale e dei suoi profitti.

Siamo scesi in piazza per dire no a questo governo e anche alla sciagurata idea di eleggere alla presidenza della repubblica un uomo che incarna la negazione dei principi costituzionali. Consideriamo questa mobilitazione come una parte di un processo più ampio di generalizzazione delle lotte assolutamente necessario. Per questo diciamo alle confederazioni sindacali che il tempo dei tavoli è finito, serve lo sciopero generale!

Share52Send
  • Credits
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • topscelte.it

© 2025 Live Communication

No Result
View All Result
  • AbruzzoLive, news e diretta Live dall Abruzzo
  • Acquistare Viagra Generico senza ricetta in farmacia online
  • Autori
    • Franco Santini
  • Contatti
  • Cookie Policy (UE)
  • Credits
  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
  • Footer Articolo
  • Guida vini 2020
  • Guida vini 2020-tp
  • Home Page
  • Lavora con noi, offerte di lavoro
  • Listino Elettorale 2024
  • Notizie del giorno
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Pubblicità
  • Territorio

© 2025 Live Communication