Canistro. L’antica struttura, nei pressi delle vecchie scuole, ha riaperto venerdì nell’ambito della sagra della castagna roscetta con il taglio del nastro. Dove un tempo si lavorava con la forza dell’acqua, oggi prendono forma innovazione, tecnologia e nuove opportunità.
Un hub tecnologico nel cuore di Canistro Inferiore
Il progetto “Mulino” ha restituito vita all’edificio, immaginandolo come un moderno hub tecnologico, capace di adattarsi a diverse configurazioni e a nuove esigenze.

Già attivo, a partire dai bambini
Il museo non è un’idea da realizzare in futuro: funziona già. Fin dal giorno dell’inaugurazione le porte si sono aperte ai bambini, protagonisti di laboratori a tema, di esperienze con l’acqua e di percorsi alla scoperta della storia del luogo.
Fluxo è pronto a trasformare le uscite didattiche in laboratori a cielo aperto dentro un sito di archeologia industriale reale. Ogni percorso parte da una domanda vera, una sfida che si risolve osservando, ipotizzando e verificando con le mani. Niente lezione frontale: l’operatore è un facilitatore, lo studente il protagonista. L’offerta è allineata alle nuove indicazioni 2025 e configurata come “compito di realtà”, che lascia ai ragazzi risultati concreti, competenze verificabili e un’esperienza da raccontare.

Il finanziamento Pnrr
L’intervento è stato realizzato grazie al progetto Crea Academy – Canistro Renewable Energy Academy, finanziato nell’ambito del Pnrr, Missione 1 – digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, misura “Attrattività dei borghi storici”, con fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU. Un risultato che ha permesso di rigenerare l’antico mulino, creare percorsi di alta formazione sulle energie rinnovabili, sviluppare turismo esperienziale e culturale e valorizzare il territorio e la comunità locale.
L’inaugurazione
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Gianmaria Vitale con gli amministratori comunali, il consigliere regionale Massimo Verrecchia e diversi sindaci del territorio. Tra i visitatori anche il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio.
“Siamo davvero soddisfatti di questo traguardo”, ha dichiarato il primo cittadino Vitale, “il mulino è un simbolo della nostra storia e riaprirlo significa riscoprire la memoria di chi ci ha lavorato e ha lasciato la propria impronta. Allo stesso tempo, il museo Fluxo amplia in modo concreto l’offerta del nostro Comune, con nuove opportunità per scuole, famiglie, visitatori e giovani”.

Un museo partecipativo
L’obiettivo è dare vita a un museo che non resti un semplice monumento ma diventi luogo di incontro e di scambio, dove la storia si racconta, la tradizione si vive e la comunità si coinvolge. L’apertura ha segnato l’inizio di un percorso volto a costruire un nuovo racconto collettivo, e già ieri sono stati diversi i bambini che si sono avventurati alla scoperta dell’identità del territorio.



