L’Aquila. Nuovo botta e risposta sulla sanità abruzzese tra il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, e il capogruppo di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari. Al centro del confronto, il livello dei finanziamenti nazionali, le liste d’attesa e le responsabilità nella gestione del sistema sanitario regionale.
Dopo le critiche alla gestione nazionale, Verrecchia rigetta le accuse rivolte al Governo e alla Regione, sostenendo che «prima di lanciare accuse al governo nazionale, Cavallari dovrebbe avere l’onestà politica di ricordare da dove veniamo» e ricordando come il Fondo sanitario nazionale abbia raggiunto «livelli mai raggiunti prima».
Secondo il meloniano, i dati del Ministero della Salute mostrano una crescita significativa delle risorse disponibili e anche sul fronte delle liste d’attesa si registrerebbero miglioramenti. «Secondo gli ultimi dati Agenas riferiti al periodo gennaio-settembre 2026 l’Abruzzo ha raggiunto l’84,9% delle prime visite specialistiche erogate entro i tempi previsti», ha evidenziato Verrecchia, aggiungendo che «sono risultati che non significano affatto che tutti i problemi siano risolti, ma raccontano un percorso di miglioramento concreto».
Necessaria una diversa ripartizione del Fondo sanitario nazionale, sostiene per FdI. «Servono più finanziamenti, ma serve anche che vengano distribuiti secondo criteri realmente equi», ha affermato.
Alla replica di Verrecchia, ha risposto “l’accusatore” Cavallari, attaccando la maggioranza di benaltrismo, perché si sposterebbe la critica sulla tematica a quella meramente politica. «La questione è semplice: come intendono Marsilio e il Governo Meloni affrontare la crisi della sanità abruzzese?» si domanda il politico.
Per il capogruppo di Abruzzo Insieme, poi, il fatto che il Fondo sanitario nazionale abbia raggiunto valori record non dimostra automaticamente l’adeguatezza delle risorse disponibili. «Il problema non è quanto sia grande il Fondo rispetto al passato, ma se le risorse siano adeguate ai bisogni reali del Servizio sanitario nazionale», ha sottolineato.
Cavallari ha richiamato i dati Gimbe, già citati spesso dall’opposizione per sollevare dubbi sulla gestione, sulla rinuncia alle cure e il saldo negativo della mobilità sanitaria. Un contesto che è aggravato dal disavanzo. «Non si può chiedere agli abruzzesi di pagare di più senza garantire un miglioramento concreto dei servizi», ha chiosato.
Infine, l’ultima sferzata: «Dopo otto anni di governo regionale e quattro di governo nazionale, gli abruzzesi non hanno bisogno di classifiche, polemiche o scaricabarile. Hanno bisogno di una sanità che funzioni». E ha concluso: «La salute non si difende con la propaganda, ma garantendo ogni giorno il diritto alle cure».



