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Stipendi fermi e prezzi fuori controllo: domani la protesta invade le piazze

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
29 Ottobre 2026
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L’Aquila. “Basta economia di guerra, basta carovita, basta stipendi insufficienti e precarietà”. È questo il messaggio lanciato dall’Unione Sindacale di Base (USB), che annuncia per domani  30 ottobre una giornata di sciopero generale e mobilitazione nazionale contro le politiche del Governo Meloni, il crescente costo della vita e le restrizioni al diritto di protesta.

Una giornata che, nelle intenzioni del sindacato, vuole unire lavoratori, studenti, pensionati, precari e tutte quelle fasce della popolazione che faticano sempre più ad arrivare alla fine del mese. Al centro della protesta ci sono salari erosi dall’inflazione, bollette e affitti sempre più pesanti, difficoltà nell’accesso alla casa e la contrarietà alle politiche di riarmo.

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La mobilitazione coinvolgerà anche i porti, con iniziative internazionali contro il traffico di armi e la partecipazione di organizzazioni sindacali di diversi Paesi. Secondo quanto riferito dall’USB, l’iniziativa ha coinvolto oltre 100 scali portuali in 17 Paesi.

«Basta guerra»: la protesta parte dal carovita

Il sindacato mette nel mirino quello che definisce un modello economico sempre più orientato alle spese militari, mentre famiglie e lavoratori devono fare i conti con difficoltà economiche crescenti.

L’USB chiede interventi per ridurre i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e le rate dei mutui, insieme a un aumento dei salari e a maggiori tutele sociali.

«È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra», è l’appello che accompagna la mobilitazione.

Nel documento diffuso in vista dello sciopero, il sindacato denuncia inoltre le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza e la progressiva perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni. Tra le questioni sollevate figurano anche la precarietà occupazionale, il lavoro sottopagato e le difficoltà che interessano milioni di persone sul fronte delle pensioni e dell’abitare.

Lavoro povero, precarietà e case inaccessibili: le ragioni della piazza

Nel suo appello, l’USB descrive un Paese segnato da profonde difficoltà economiche e sociali. Il sindacato richiama i dati relativi alla povertà, alla precarietà e alla concentrazione della ricchezza, sostenendo che la distanza tra le condizioni di vita della popolazione e le priorità della politica sia diventata sempre più ampia.

Particolare attenzione viene riservata al tema salariale. Secondo l’organizzazione sindacale, le retribuzioni hanno perso una quota significativa del loro potere d’acquisto, mentre il costo di beni essenziali, energia e abitazioni continua a pesare sui bilanci familiari.

A preoccupare è anche l’accesso alla casa: affitti elevati, difficoltà nell’ottenere un mutuo e disponibilità limitata di alloggi pubblici rendono sempre più complicato costruire una prospettiva di autonomia, soprattutto per giovani e lavoratori con redditi bassi o discontinui.

Una situazione che, secondo l’USB, rende necessario riportare al centro dell’agenda pubblica salari, servizi, welfare e diritti sociali.

«Non lasciamoci intimidire»: nel mirino anche le restrizioni alle proteste

La mobilitazione del 30 ottobre nasce anche dalla contestazione delle misure che, secondo il sindacato, rischiano di comprimere il diritto di manifestare.

Nell’appello, l’USB accusa il Governo di rispondere al disagio sociale con nuove restrizioni e strumenti repressivi, anziché affrontare le cause economiche delle proteste. Si tratta della posizione espressa dall’organizzazione, che rivendica la necessità di garantire spazio e ascolto alle rivendicazioni di lavoratori e cittadini.

«Non è il momento di farci mettere paura, è il momento di riempire le piazze e di unire le categorie e le generazioni», afferma il sindacato.

L’obiettivo dichiarato è costruire una mobilitazione ampia, capace di mettere insieme vertenze diverse e di trasformare il malcontento sociale in una protesta collettiva, ferma e pacifica.

Dai porti alle piazze: mobilitazione internazionale contro il traffico di armi

Accanto allo sciopero generale, un ruolo centrale sarà riservato alla protesta dei lavoratori portuali contro il traffico di armi.

L’iniziativa, promossa da diverse organizzazioni sindacali internazionali, punta a coinvolgere porti di più continenti per contestare la movimentazione di armamenti e denunciare il legame tra commercio delle armi, riarmo e conflitti.

L’USB intende collegare questa mobilitazione alle rivendicazioni sociali interne: secondo il sindacato, le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate prioritariamente al miglioramento delle condizioni di vita, ai servizi e al welfare, anziché essere assorbite dalle spese militari.

Pescara e Roma, gli appuntamenti del 30 ottobre

La giornata di protesta avrà appuntamenti in diverse città italiane. In Abruzzo, la manifestazione è stata organizzata a Pescara, con ritrovo alle ore 10 in Piazza Italia.

A Roma, la mobilitazione nazionale è prevista alle ore 10:30 in Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini.

L’USB invita lavoratori e cittadini a partecipare per dare voce alle rivendicazioni su salari, costo della vita, casa, diritti e pace.

«Riprendiamoci l’Italia»: l’appello a unire le generazioni

Il messaggio conclusivo del sindacato è rivolto a tutte le componenti sociali che vivono condizioni di difficoltà: studenti, agricoltori, autotrasportatori, lavoratrici e lavoratori, pensionati, persone senza casa e giovani delle periferie.

L’obiettivo è superare la frammentazione delle singole vertenze e costruire una protesta comune attorno a richieste condivise: più potere d’acquisto, maggiore sicurezza economica, servizi pubblici, diritto alla casa e opposizione alla guerra.

«Studenti, agricoltori, autotrasportatori, lavoratori e lavoratrici, pensionati e senza casa, giovani delle periferie siamo tutti lo stesso popolo, il 30 ottobre riprendiamoci l’Italia».

È con questo appello che l’USB accompagna lo sciopero generale del 30 ottobre, puntando a portare nelle piazze il disagio sociale e le proprie richieste al Governo.

Tags: abruzzo
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