Orsogna. Non cessano le critiche alla gestione dell’emergenza della rete idrica orsognese, torna sul punto AmiamOrsogna dopo il dibattito consiliare di questo pomeriggio. «Il Comune ha adottato correttamente l’ordinanza cautelativa e la revoca rapida. Questo è positivo sul piano formale» spiega per l’opposizione Arabella Tenaglia, firmataria dell’interrogazione sul caso escherichia, oggi discussa in consiglio.
Al netto della replica del sindaco, secondo l’esponente, restano criticità argomentative come la «mancata attivazione strutturata di servizi sostitutivi» che, secondo il gruppo di minoranza nel Consiglio comunale, «viene giustificata con “lieve entità e rapida risoluzione”. Questa giustificazione è fragile rispetto al principio di precauzione: se l’acqua è dichiarata non potabile, l’obbligo di fornire alternativa non dipende dalla gravità, ma dal divieto di consumo» critica Tenaglia.
Sulla questione, il punto dell’opposizione non è la correttezza formale, ma sullo stesso contenuto del divieto. «L’ordinanza stessa» spiega, «poneva obblighi a carico del gestore Sasi Spa. Se il Comune non verifica l’adempimento, si espone a censura per mancato controllo sull’esecuzione».
«Non è stato chiarito» continua l’esponente «se il Comune intenda avviare una verifica istruttoria su eventuali responsabilità — ad esempio mancata clorazione o carente manutenzione — né se sia stata attivata una formale contestazione contrattuale verso Sasi, né se siano stati verificati i Piani di Sicurezza dell’Acqua che è proprio l’oggetto del controllo pubblico del Comune in quanto socio Sasi».
Poi c’è il nodo del danno economico subìto dagli abitanti soggetti a divieto. Aggiunge Tenaglia che il sindaco Marinucci «non è stato in grado di specificare se i costi sostenuti da privati/comune per acqua in bottiglia oppure per la sanificazione delle autoclavi siano stati quantificati e se sia stata avviata rivalsa nei confronti del gestore». «Questo è il punto più debole» chiude per l’opposizione la consigliera, «in ottica di controllo analogo sul Servizio Idrico Integrato cui il sindaco non ha saputo dare adeguata risposta. Il nostro obiettivo non è polemico, ma di controllo e tutela della salute pubblica. Su un bene essenziale come l’acqua, la trasparenza non è un optional».
Sul tasto dolente dei costi di sanificazione, però, ci aveva già pensato AbruzzoLive. Avevamo, infatti, sentito gli uffici Sasi, ricevendo in risposta un secco no. Come raccontammo otto giorni fa in Rientra l’allarme escherichia ad Orsogna, le questioni irrisolte: «Sasi, contattata dalla nostra redazione, risponde che “revocata l’ordinanza” non ha più obblighi di sanificazione». Insomma, sindaco, opposizioni o stampa, per il gestore idrico ha già messo una pietra sopra alla crisi da contaminanti da un pezzo.
Si sa, la democrazia ha i suoi tempi, così come la burocrazia, che in questo caso li conta in secondi, stranamente, e non in anni.



