Pratola Peligna. L’applicazione rigida del divieto di smartphone in aula trasforma l’Istituto Tecnico Industriale del Polo “Fermi” di Pratola Peligna in un campo di battaglia. A scatenare la bufera è stata la circolare numero 36 firmata dalla dirigente scolastica Paola Ruscitti, che impone agli studenti di consegnare i propri dispositivi cellulari e di chiuderli a chiave in un armadietto all’interno della classe per tutta la durata delle lezioni.
La misura, pensata per evitare distrazioni e garantire la concentrazione durante le ore didattiche, ha scatenato la reazione immediata della popolazione scolastica: diverse classi si sono già rifiutate in blocco di consegnare i telefoni e sono scattate le prime sanzioni disciplinari.
A confermare quanto sia teso il clima all’interno dell’istituto è stato un episodio avvenuto ad appena ventiquattr’ore dall’introduzione delle nuove regole. Un alunno ha finto di consegnare il proprio smartphone nell’armadietto, tenendo con sé un secondo telefono nascosto. L’inganno è durato poco: il giovane è stato sorpreso dal docente mentre fotografava la traccia di un compito in classe ed è stato immediatamente sanzionato.
A far esplodere la contestazione, tuttavia, è stato un cavillo burocratico inserito nella circolare. Il documento, come si legge da Il Centro, specifica infatti espressamente che “né i docenti né i collaboratori scolastici sono responsabili dei cellulari depositati nei vari armadietti”. Una precisazione che ha sollevato dubbi non soltanto tra gli studenti e le famiglie, ma anche tra gli stessi professori: “Che la scuola debba svolgere una funzione educativa e pedagogica siamo d’accordo. Non possiamo consentire un uso dei telefoni per tutta la durata delle lezioni. Ma un conto è educare, altro è appropriarsi di un dispositivo. In caso di smarrimento o danneggiamento, chi ne risponde?” ha affermato un docente.
Nel frattempo la protesta prosegue e la vicenda è finita sul tavolo dell’Ufficio Scolastico Regionale, chiamato ora a fare chiarezza su una questione complessa che valica i confini della scuola peligna: il difficile punto di equilibrio tra il rispetto della disciplina in aula e la tutela dei beni personali degli studenti.



